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San Cataldo, “Il Molo” autorizzato contro il volere del Comune?

SAN CATALDO- Uno degli ultimi consigli comunali a targa Perrone dice no a cinque nuovi chioschi su San Cataldo ma l’ufficio urbanistica rilascia, nel maggio 2017, il permesso a costruire a quello per il quale si trovano i documenti a casa dell’ex assessore Pasqualini.

Senza piano delle coste e piano commerciale non è possibile dare autorizzazioni, lo avevano già affermato i promotori dell’associazione “I love San Cataldo” nel notare l’inizio lavori sulla spiaggia della Marina di Lecce a pochi metri dallo storico porto Adriano. Gli associati ipotizzarono il ricorso alle vie legali ma poi nulla di fatto. A distanza di tempo il sequestro ed una strana coincidenza.

Ma andiamo per ordine. In uno degli ultimi consigli comunali a gestione Perrone, fu portata in assise la richiesta di installazione di 5 chioschi nelle Marine leccesi di cui 3 proprio per San Cataldo. In occasione di quel consiglio furono i consiglieri Scorrano (centrodestra) e Salvemini (all’epoca non ancora primo cittadino) a porre il veto in assenza del piano coste e del piano commerciale e tutto si arenò con buona pace di coloro che speravano di poter avviare la propria attività. Malgrado ciò spunta invece un permesso a costruire, avente numero 246, rilasciato dall’ufficio urbanistica in data 26 Maggio 2017 con validità un anno e con avvio lavori previsti per il 2 ottobre dello stesso anno. A questo punto più interrogativi sorgono al di là del fatto che mai sia stato previsto un bando di evidenza pubblica affinché eventuali interessati potessero partecipare con propri progetti.

Altro punto di domanda come mai, la pubblica amministrazione, non ha annullato l’autorizzazione concessa dall’ufficio urbanistica in netta contraddizione con quanto non approvato dall’assise comunale in spregio alle norme regionali e comunali relative al demanio pubblico e commerciali e per quale motivo non si sia revocata in auto tutela, tale autorizzazione, prima che la società fruitrice iniziasse i lavori. Chi decise, e come mai, il si ad una delle richieste penalizzando gli altri richiedenti che si erano vista respinta la richiesta in occasione del Consiglio Comunale ed in assenza totale del piano coste essendo questo direttamente sulla spiaggia? Chi ha subito un mancato guadagno da questa ipotesi di discriminazione e come mai la documentazione della prescelta si sia trovata nell’abitazione dell’ex assessore Pasqualini ma forse, questa, solo una coincidenza.

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