Attualità

Cartelle Asl, si costituisce il primo comitato di protesta

LECCE – Richieste di pagamento inaccettabili, dicono i cittadini che in questi giorni stanno ricevendo da parte della ASL di Lecce le cartelle ingiuntive con le quali viene intimato il versamento di somme che variano da 31 ai 44 euro per prestazioni non disdettate. Così si iniziano a prendere le contromisure per contestare il provvedimento, con la costituzione di comitati attraverso i quali intraprendere iniziative che potrebbero essere anche legali. Ultimo a costituirsi, in ordine di tempo, quello di Alessano e Gagliano del Capo, che mette in luce tutta una serie di incongruenze e fa un appello all’azienda sanitarie leccese affinché riveda questa situazione alquanto paradossale. “Abbiamo rilevato l’enorme difficoltà di ricostruire e dimostrare l’avvenuta prenotazione effettuata per la prestazione sanitaria, spesso effettuata telefonicamente presso il centralino del CUP”, dice Antonella Cucinelli, referente del comitato cittadino”. Che aggiunge: ” Oltretutto in molti casi è accaduto che all’atto della prenotazione venisse effettuato un appuntamento in un luogo distante dalla residenza del paziente oppure con tempi di attesa troppo lunghi, e che gli stessi operatori del Centro Unico di Prenotazione invitassero a richiamare successivamente allo stesso contatto telefonico per verificare se si fosse liberato un posto più vicino.  Accadeva così che se l’appuntamento veniva spostato, non veniva però, sempre in quella stessa sede, disdetto il primo”. Tante le disdette telefoniche, delle quali però impossibile trovare traccia. Dal comitato fanno poi riferiomento all’analoga situazione verificatasi nel 2022, con l’assessore Palese che definì l’iniziativa tardiva, inopportuna e sbagliata a cui non dare seguito. Sta di fatto che a distanza di appena due anni si è arrivati punto e a capo. “Quello che chiediamo – prosegue Antonella Cucinelli – è che la Asl leccese  faccia un passo indietro”. Intanto le cartelle di pagamento, con obbligo perentorio di versare le somme entro sessanta giorni per non incappare in una ulteriore sanzione che farebbe lievitare l’importo a 200 euro, stanno iniziando ad arrivare anche a pazienti oncologici.

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