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Ex centro sociale Magno, tra rifiuti abbandonati e alberi pericolanti

LECCE – Lì dove c’era un parco oggi c’è… un cumulo di rifiuti. Siamo in via Vergine, Case Magno, davanti all’ingresso di quello che sino a qualche anno addietro era il Centro Sociale, e sportivo, denominato appunto Case Magno, rimesso in piedi per offrire un punto di svago ed aggregazione nel quartiere San Pio. Oggi, cancello sbarrato, erbacce che ne fanno intravedere appena l’interno, dove ci sono locali, campi di calcetto e giostrine per i più piccoli, e rifiuti su rifiuti nell’area antistante, tra erba incolta, sacchi e sacchetti dell’immondizia, bottiglie, residui di potatura. Il tutto a due passi appena dalla lunga fila di carrellati della differenziata, anche questi straripanti di rifiuti, ed in attesa da giorni di essere svuotati. Continuando lungo il perimetro dell’ex centro sociale, lungo viale della Repubblica, la situazione non cambia. Anzi, perggiora. Nell’area che delinmita il parco, e separta dal marciapiede da un muretto con ringhiera, è stato buttato di tutto: indumenti, vecchie valigie, sacchi dell’immondizia, bottiglie, residui di cibo. Insomma, una discarica a cielo aperto. A favorire lo smaltimento dei rifiuti, per usare un termine legale in un contesto di illegalità, le folte chiome degli alberi che sovrastano tutto il lungo marciapiede, consentendo a chi vuole disfarsi di qualsiasi rifiuto di poterlo fare con tranquillità. Ed i pedoni? A loro restano le difficoltà a camminare tra fronde e rami pericolanti e rischiosi per l’incolumità, anche perché questo tratto di camminamento pedonale è percorso quaotidianamente da centinaia e centinaia di studenti del vicino istituto superiore Fermi e dell’altrettanto vicina sede della facoltà di beni culturali di Unisalento.

E ancora, la fermata dei bus urbani, dove tra marciapiede e sede stradale c’è una voragine che rende pericolasa discesa e salita a bordo, è totalmente coperta, tanto da essere invisibile, dalle rigogliose e pericolose chiome degli alberi che si trovano all’interno dell’ex centro sociale e sportivo, ma ormai pericolosamente ricurve sul marciapiede.

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