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Ex Galateo, si cercano soluzioni per gli occupanti in vista dello sgombero

LECCE – Il dormitorio comunale di Masseria Ghermi potrebbe accogliergli già da domani. Ma convincere queste persone, che la vita in strada non se la sono scelta e che li ha indubbiamente cambiati, non è semplice.

Per gli occupanti dell’ex Galateo, per il quale dopo il nostro servizio in questi giorni in Questura si pianifica lo sgombero, anche in vista dei lavori che interesseranno a breve l’immobile, si cercano alternative sicure.

Urgono soluzioni che – come abbiamo rimarcato aprendo il caso dopo le segnalazioni dei residenti della zona – garantiscano loro finalmente un tetto sicuro e una vita dignitosa.

Il Comune, per il tramite dell’assessora ai Servizi Sociali Silvia Miglietta, ha proposto loro di usufruire del dormitorio comunale di Masseria Ghermi, per il quale è predisposto anche un servizio apposito di trasporto degli utenti. “Saremmo pronti a potenziarne anche i posti letto – rimarca l’assessora – di fatto gli occupanti accertati sono una quindicina ma potrebbero essere molti di più, se consideriamo che qualcuno si rifugia nell’ex Galateo solo occasionalmente, cambiando periodicamente rifugio senza mai stabilirsi in nessun posto per lunghi periodi“.

Le storie raccolte tramite gli incontri che si sono succeduti nei giorni scorsi, insieme alle associazioni del territorio scese in campo, sono delle più disparate. Qualcuno non ha documenti di identità, con qualcun altro si è dialogato tramite i mediatori linguistici per poi ricostruirne, a fatica, la storia, complessa, alle spalle.

Le esigenze, per le quali bisogna trovare una soluzione, vanno dal permesso di soggiorno, a problematiche di salute personali, alla solitudine,  dipendenze o disturbi che pure necessitano di percorsi specifici di affiancamento, caso per caso.

C’è chi, legato a fedeli compagni a quattro zampe diventati una vera e propria famiglia, non intende separarsi da loro. E anche per casi come questo le soluzioni proposte sono ad personam, a tutela degli animali e dei rispettivi padroni al tempo stesso.

Non un quadro facile si diceva.

Tra le associazioni che si spendono per la causa, c’è ad esempio la Fondazione Emmanuel. “Abbiamo mappato tutti i servizi di caritas, associazioni e comunali presenti sul territorio – spiega la Vicepresidente, Stefania Gualtieriper illustrare loro tutto ciò di cui possono usufruire quotidiamente. Tra questi c’è una struttura della nostra comunità in via don Bosco, un centro di prossimità chiamato “Casa Comune”, portato avanti dalla fondazione insieme alle associazioni “Camera a Sud” e “Terzo Millennio”.

Qui decine di volontari e professionisti si dedicano all’ascolto di chi ha bisogno, sono offerti servizi come docce, lavanderia, deposito bagagli, ma anche assistenza legale per qualunque tipo di pratica, ci sono psicologi, educatori, mediatori linguistici.

La vita ha reso la gran parte di queste persone molto diffidenti – sottolinea – ma le soluzioni ci sono e si sta cercando, in ogni modo e tutti insieme, di veicolarli su questa strada” conclude.

Ad oggi la data dello sgombero non è ancora nota, ma di certo non è lontana. Come denunciammo nel 2016, l’ex sanatorio è stato prima luogo di ritrovo per la “celebrazione” messe sataniche. Poi, sempre complice lo stato di abbandono, è diventato il dormitorio di fortuna dei senzatetto. Una storia travagliata quella dell’immobile, che merita una nuova vita. Come chi si è rintanato al suo interno.

E. FIO

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