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La scommessa sul Salento: treni a idrogeno. Ecco il progetto

SALENTO – Treni a idrogeno per una rete ferroviaria a emissioni zero, con una centrale di stoccaggio alimentata a sua volta solo con fonti rinnovabili. È una scommessa green ambiziosa quella contenuta in un progetto, messo già nero su bianco, da Ferrovie Sud Est e che interesserà la tratta Lecce-Nardò-Gallipoli.

Si punta a destinare una parte dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) proprio per l’alimentazione ad idrogeno della tratta ferroviaria Fse sul versante ionico del Salento fino a Martina Franca. Un progetto pioniere ipotizzato soltanto qui e in Lombardia.

L’occasione offerta dal Piano, di fatto, è ghiotta: mette in campo risorse mai investite prima su ambiente e sostenibilità. Per questo una parte corposa del finanziamento potrebbe arrivare da qui, con la compartecipazione del Ministero dei Trasporti (sul fronte sicurezza) e della Regione (con ogni probabilità sul fronte adeguamento delle stazioni ferroviarie, che pure dovranno essere oggetto di interventi di adeguamento).

Giovedì prossimo 17 giugno la Commissione Trasporti, su richiesta del vicepresidente, il salentino Diego De Lorenzis, audirà l’amministratore delegato di Ferrovie del Sud per affrontare anche il focus investimenti statali.

La conversione “green” della tratta interessata si inserisce in un progetto molto più vasto di ammodernamento complessivo della rete Fse, per un investimento di 180milioni di euro.

Innanzitutto bisognerà realizzare una centrale di stoccaggio dell’idrogeno che, per non incappare nel paradosso, si intende alimentare solo con energia proveniente da fonti rinnovabili.

Rispetto al progetto di elettrificazione della Lecce-Gagliano del Capo e della Maglie-Otranto, che viaggerà in parallelo, questo a idrogeno richiede un minore impegno in termini di costi, di backstage strutturale e di manodopera. Per questo pur essendo arrivato dopo, potrebbe paradossalmente vedere la luce prima.

C’è un però: il serbatoio ad idrogeno, di cui sarà dotato ogni convoglio, ha una capienza ridotta. Ragion per cui non si tratterà di treni a lunga percorrenza. Il sistema misto (idrogeno sul versante ionico ed elettrificazione su quello adriatico) è dunque il compromesso individuato ora.

La novità correrà sui binari, ma approderà anche nelle stazioni principali interessate. Sono circa una ventina, sparse in tutto il grande Salento, a dover essere covertite – stando al progetto – in veri e propri hub intermodali. Il ché significa che dovranno essere ottimizzate al meglio da un punto di vista strutturale, per consentire il passaggio dal treno ad altri mezzi, sempre eco-sostenibili. E questo perchè il progetto punta a dare il là ad una inversione di rotta ancora più grande. Un treno che potrebbe passare una volta sola.

E.FIO

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