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Vendesi terreni pubblici, ma c’è il rischio speculazioni

SALENTO- 74 terreni di proprietà pubblica, per quasi 1600 ettari, in tutta la Puglia vanno in vendita. Tra questi, 33 terreni per 682 ettari sono solo nelle province del Salento. Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) pubblica il nuovo bando in scadenza a settembre per la Banca della Terra. Dalla sua istituzione a oggi la Banca ha messo in vetrina 530 terreni, per un totale di 15.478 ettari: di questi, 8.345 ettari sono stati aggiudicati, con un incasso di 84 milioni di euro destinati a sostenere, per legge, nuovi interventi in favore dei giovani.

E per alcuni, si tratta di certo di un’opportunità da cogliere soprattutto per i loro: “agli imprenditori agricoli under 41 viene, infatti, concessa la possibilità di pagare il prezzo del terreno a rate per un massimo di 30 anni”, fa sapere il deputato pugliese Gianpaolo Cassese, esponente M5S in commissione Agricoltura alla Camera.

Eppure, il rischio speculazioni è dietro l’angolo soprattutto nelle aree in cui il valore della terra continua a scendere e che sono già state facile preda di grandi gruppi economici, che hanno usato i terreni per ospitare centrali fotovoltaiche. Un rischio reale soprattutto a Brindisi, che dopo Foggia è la provincia con più appezzamenti sul mercato, 15 per 246 ettari, seguita da Taranto con 14 (413 ettari). Diversi terreni nel Brindisino sono nelle aree a più alta concentrazione di fotovoltaico a terra, come un seminativo di 5,5 ettari a 39mila euro (cioè appena 7mila euro ad ettaro) vicino a Tuturano o un terreno da quasi 6 ettari di oliveto e seminativo a 44mila euro alle spalle di LeroyMerlin. Intorno le distese di fotovoltaico si notano, ben visibili anche dal satellite.

Situazione simile a Galatina, in località Torre Pinta, non lontano da altri impianti, 4 ettari di seminativo sono in vendita al costo di 67.379. A Lecce, poco prima dell’Abbazia di Cerrate, 7,5 ettari di seminativo e oliveto costano 70.907 euro. A Ugento le proposte più corpose: 281.548 euro sono richiesti per quattro ettari e un grande complesso di fabbricati alle spalle dell’impianto rifiuti e delle discariche di Burgesi; 214.710 euro, invece, per due oliveti di quasi 8 ettari in località Conche e Aparo, a ovest dell’abitato di Gemini, non distanti dal mare.

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