Politica

Regione, Emiliano alla prova dell’aula

BARI – Una proroga di soli 15 giorni. La delibera approvata dalla giunta regionale che proroga gli incarichi degli attuali direttori di dipartimento, prima delle nuove nomine, è la nuova mano tesa ad Azione.

Quindici giorni, tempo necessario per valutare i 192 curricula arrivati e che ambiscono al posto. Tempo necessario per capire se Vito Montanaro, il nmero uno della Sanità pugliese dovrà cambiare settore, come chiede Azione, o potrà restare lì dov’è. Perché quel messaggio mandato ai direttori delle Asl: “Mantenete la calma sino al 7 maggio, poi ne parliamo con Emiliano”, ai tre consiglieri di Azione è suonata come la presa in giro tale da far saltare tutti gli accordi sin lì raggiunti. Basterà? Lo decideranno in aula. Quando ascolteranno ciò che il governatore dirà. Intanto con i capigruppo si è fatto il punto. Ma la tensione c’è ed è persino aumentata. Perché ora ciascuno ritiene il proprio voto essenziale. E la posta in gioco si alza. I numeri per respingere la mozione di sfiducia dovrebbero esserci. Venti, ventidue non di più quelli che dovrebbero avere le opposizioni (tra il centrodestra compatto, l’outsider del Movimento 5 Stelle Laricchia, Italia Viva). Ne servono 26 per far cadere il governo regionale. Ma quei 26 potrebbe non averli nemmeno Emiliano che, invece, vorrebbe superare l’ostacolo con una prova di forza. Perché tra assenze, incertezze, e battitori liberi di sicuro non c’è nulla.

Le diplomazie, comunque, sono a lavoro sino all’ultimo momento utile. E si vedrà

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