Cronaca

Omicidio Afendi. Il killer reo confesso: “Seguiva la mia donna”

Il 27enne reo confesso dell’omicidio di Casarano spiega il delitto. Aveva bacchettato la vedova del boss Potenza per la sua storia con Afendi, la vittima. Quest’ultimo, di tutta risposta, perseguitava la sua fidanzata e accoltelló il suocero per una mancata precedenza. “Ho perso la testa e gli ho sparato” ha detto. La comunità di Casarano dice no alla mafia

Vecchi rancori familiari alla base dell’omicidio di Antonio Amin Afendi, 33enne di Casarano, freddato sabato mattina in pieno centro. A premere il grilletto sarebbe stato Lucio Sarcinella, di 27 anni, del posto. I due si conoscono dieci anni fa, legano e diventano amici ed entrambi frequentano il boss Augustino Potenza, inoltre, per un breve periodo condividono anche la detenzione della casa circondariale. Ma ad un certo punto il rapporto tra i due cambia, forse a causa della relazione tra la vedova Potenza e Afendi. Tant’è che Sarcinella prova a chiedere spiegazioni, senza ricevere risposta, decidendo di prendere le distanze. Ma ogni volta che Afendi e Sarcinella si incontrano ci sono sempre sguardi minacciosi, stessi sguardi che Afendi avrebbe rivolto alla moglie e al suocero di Sarcinella. Proprio all’altezza di un incrocio semaforico Afendi avrebbe tagliato la strada al suocero di Sarcinella, quest’ultimo suonò il clacson mentre Afendi pronunciò la frase “ti scanno come un maiale”, scendendo dalla macchina e sferrando una coltellata al basso ventre. “Ti faccio fare la fine di tuo suocero” avrebbe detto Afendi a Sarcinella mentre erano nelle rispettive auto fermi ad un incrocio. Questo solo alcuni dei numerosi episodi raccontati da Sarcinella durante l’interrogatorio. L’ultimo proprio sabato mattina, quando la moglie del 27enne, in compagnia di un’amica, avvisa il marito di essere seguita da Afendi e che trova riparto nel parcheggio di un supermercato chiedendo aiuto. A quel punto Sarcinella, in auto insieme ad un amico, si dirige verso una campagna di via Taurisano dove aveva occultato una pistola. Chiede poi all’amico di sedersi alla guida del mezzo e di dirigersi verso i portici dove notano Afendi. La vittima si avvicina all’auto e dal finestrino Sarcinella avrebbe detto: “Se tu hai qualche problema con me, che rimanga tra me e te, la mia famiglia lasciala stare”. Afendi avrebbe risposto in modo provocatorio: “Scendi, scendi”. A quel punto parte il primo colpo, poi Sarcinella scende e ne spara altri due. Dopodiché fuggono e il 27enne nasconde la pistola in un terreno adiacente la sua abitazione, dove porta i militari per il ritrovamento.
Lucio Sarcinella, 27enne di Casarano, manda un vocale alla moglie, registrato alle ore 11 e 11, due minuti dopo il delitto di Antonio Amin Afendi avvenuto alle ore 11, 9 minuti e 20 secondi di sabato 2 marzo in piazzetta Petracca a Casarano, chiedendo perdono per quanto commesso. La confessione del giovane è arrivata durante l’interrogatorio, iniziato alle 18.30 nella caserma della locale compagnia e terminato intorno alle 21, per poi essere trasferito nel carcere di Lecce con le accuse di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e detenzione illegale di arma.

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