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Lecce, l’indesiderato effetto del tè

LECCE – Dopo la sesta giornata di ritorno il Lecce ha un punto di vantaggio in meno sulla terzultima posizione occupata sempre dall’Hellas Verona che ha pareggiato con la Juventus e ha agganciato il Sassuolo sconfitto dall’Atalanta. Ora sono quattro i punti che il Lecce ha sulla zona rossa della classifica con un cuscinetto di quattro squadre tra il Lecce e l’Hellas Verona terzultimo.

Chiusa la seconda trasferta di fila il Lecce tornerà a giocare al Via del Mare dove ha raccolto 19 dei 24 punti che ha in classifica. Per le sfide casalinghe la squadra giallorossa è decima; per quelle lontano dallo stadio amico la compagine di D’Aversa è terzultima. Un trend da invertire perché per approdare al porto della salvezza occorrerà fare punti anche in terre lontane dal Salento.

Anche in fatto di gol il Lecce sembra essere stimolato più dallo stadio amico in cui ha realizzato 15 reti e ne ha subite 17. Fuori casa, invece, le reti all’attivo sono soltanto 9 in 13 gare mentre quelle al passivo sono 22. C’è sicuramente un diverso atteggiamento (a partita in corso) tra sfide in casa ed esibizioni fuori casa.

Un’altra curiosità riguarda la fase post intervallo e i gol subiti nella primissima parte di ripresa. Ultimamente è successo spesso: contro la Lazio gol di Felipe Anderson al 13′. Contro la Juventus gol di Vlahovic al 14′; Contro la Fiorentina, gol di Mandragora al 5′ dopo l’intervallo. A Bologna rete di Orsolini al 4′; E venerdì scorso gol di Bellanova al 5′ dopo la pausa del tè.

Forse solo un caso, ma gli episodi iniziano a diventare tanti. E a pesare. Dati sui quali sta sicuramente riflettendo il tecnico D’Aversa e il suo staff. Si sta cercando di ridare alla squadra maggiore efficienza in tutti i reparti. E soprattutto occorre una concentrazione massima in ogni momento della partita perché avversari più quotati non hanno bisogno di regali. Sono gli episodi che stanno voltando le spalle al Lecce. Serve più cattiveria in fase offensiva. Sembra che il Lecce per vincere debba per forza segnare più di un gol. Delle cinque vittorie fin qui conquistate solo una volta alla squadra leccese è bastata una rete, contro il Genoa, all’andata, 1-0 il risultato finale. Nei successivi quattro successi si sono registrati un 2-1 contro la Lazio e un 2-0 contro la Salernitana, un 2-1 contro il Frosinone e un 3-2 contro la Fiorentina, per il momento l’unico successo del girone di ritorno da inizio anno. Serve pure quella vittoria sporca, dopo una partita cattiva, un concentrato di determinazione e cinismo. Belli e vittoriosi è il massimo. Brutti e vincenti è quello che occorre adesso.

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