Attualità

Rapporto Censis: Puglia sempre più vecchia e giovani con la valigia in mano

LECCE – Uno scollamento fra agenda politica e bisogni reali del Paese: è quello che emerge dall’ultimo rapporto Censis, il 57esimo, che fotografa la situazione sociale in Italia. Un Paese “spaesato” e una società di “sonnambuli”, ciechi dinanzi ai presagi. Una delle emergenze ignorate dalla politica è la crisi demografica: nel 2050 ci saranno 4,5 milioni di vecchi in più. Già nel 2017, per la prima volta, si registrarono più ottantenni che nuovi nati in Italia, e nel frattempo la situazione è precipitata, con la Puglia maglia nera per natalità. Entro il 2030 si calcola che la nostra regione avrà meno di 3 milioni di abitanti, rispetto ai poco meno di 4 milioni attuali. Secondo i “numeri” del Censimento permanente della popolazione pugliese al 31 dicembre 2021 i residenti erano scesi sotto del 3,2% in dieci anni. Con la popolazione che invecchia e le culle vuote, la Puglia è una delle regioni con più giovani in fuga. Si scappa per cercare fortuna e condizioni di lavoro e vita migliori, soprattutto cervelli che vanno ad alimentare lo sviluppo di altre regioni e altri Paesi. Già quest’anno, la Puglia ha il 24% di residenti oltre i 65 anni, rispetto all’11% di ragazzi sotto i 14 anni. Manca il lavoro, mancano le opportunità, manca la serenità per poter mettere su famiglia. Solo nell’ultimo anno sono stati 36mila gli “expat”, i giovani fra i 18 e i 34 anni in fuga dall’Italia, e quelli pugliesi sono una buona fetta, soprattutto dalle province di Foggia, Brindisi e Taranto.
Allargando lo sguardo all’Italia, secondo il rapporto Censis nel 2050 gli italiani in età lavorativa saranno 8 milioni in meno. Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche da altri comuni d’Italia rivela che per il Mezzogiorno le cancellazioni hanno superato le iscrizioni di oltre 68mila unità nel 2022, mentre le altre ripartizioni geografiche mostrano tutte saldi positivi, in particolare il Nord-Est (+30.5%). E, se è vero che tutto il Paese ha subìto una riduzione degli occupati fra i 15 e i 34 anni, il dato del Sud supera quello delle aree del Centro-Nord.
Nel 2040 le coppie con figli saranno solamente una su quattro, mentre le famiglie composte da una sola persona saranno più di una su tre. Capitolo sanità: il 75,8% degli italiani lamenta difficoltà di accesso a visite specialistiche e prestazioni diagnostiche a causa delle liste d’attesa, e 8 cittadini su 10 temono che il sistema sanitario regionale possa non reggere.
Un quadro a tinte fosche, che disegna un futuro che spaventa.

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