Cronaca

Inchiesta “favori e giustizia”, chiesti 12 anni e mezzo per l’ex pm Arnesano

LECCE- 12 anni e mezzo per l’ex pm della Procura di Lecce Emilio Arnesano, accusato di aver pilotato inchieste in cambio di favori personali e sesso. A due anni circa dall’arresto arriva alle batture finali il processo “favori e giustizia”. E’ questa infatti la richiesta avanzata in aula dal pubblico ministero  Anna Gloria Piccinni, nei confronti di Arnesano. Ma non è l’unica.

Per il primario di Ortopedia del Vito Fazzi Giuseppe Rollo sono stati invocati 4 anni e mezzo, due per l’avvocatessa Manuela Carbone. E’ stata chiesta l’assoluzione invece per l’avvocato Mario Ciardo, per l’ex presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi Augusto Conte e per Federica Nestola, anche lei avvocato. Saranno giudicati con il rito abbreviato il medico Carlo Siciliano e l’ex Direttore Generale dell’ Asl di Lecce Ottavio Narracci.

Sesso, barca, vacanze, battute di caccia, ma anche visite mediche gratuite per amici e parenti. Regali e favori per aggiustare le indagini. Con queste accuse era finito in carcere il pm Arnesano il 6 dicembre del 2018. Insieme a lui il dirigente Asl Siciliano.  Gli altri ai domiciliari o con divieto di dimora. Coinvolto nell’inchiesta e ora uscito dal porcesso dopo un patteggiamento anche il primario di Neurologia del Fazzi Giorgio Trianni.

Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono di corruzione in atti giudiziari, induzione a dare o promettere utilità a pubblico ufficiale e abuso di ufficio. Lìinchiesta era stata portata avanti dalla Guiardia di Finanza di Lecce e coordinata dalla Procura di Potenza, competente sui magistrati della Corte d’Appello di Lecce.

Le indagini, durate quattro mesi, erano state avviate in seguito all’ascolto di una conversazione riguardante una parte dalla piscina di pertinenza del dottor Trianni: stando all’impianto accusatorio, Arnesano ne aveva disposto il dissequestro con successiva richiesta di archiviazione dell’inchiesta. Lo avrebbe fatto in cambio di un soggiorno con annesse battute di caccia offerte dal medico al pm. Le indagini, poi, hanno svelato anche altro, avendo sullo sfondo “incontri sessuali e altri favori”.

La sentenza, dopo le discussioni degli avvocati difensori, è prevista per l’8 gennaio.

M.Cos.

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