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Ecco dove sorgerà la nuova Questura. Oggi la firma con Gabrielli

LECCE- La nuova questura di Lecce sorgerà qui, su questi terreni in via Carrà, a pochi passi dal palazzetto dello Sport di via Merine e, dunque, dalla tangenziale est.

La firma del capo della Polizia Franco Gabrielli, nel pomeriggio, alle 15.30, in Prefettura, dà il via libera a un’opera decisamente attesa, specie da quando, a partire dal 2012, è stato interdetto il terzo piano dell’attuale sede di viale Otranto e, dal luglio 2017, si sono registrati cedimenti anche al secondo piano. Si sta stretti in quell’immobile, che tra l’altro la Provincia, che ne è proprietaria, tenta da tempo di mettere in vendita. C’è anche una questione di costi: per quello stabile e per gli altri, vale a dire la sede dell’Ufficio immigrazione di via Oronzo Quarta, dell’autorimessa in via San Cesario e della Sezione Stradale di via Palumbo, il Viminale paga un canone annuo complessivo di oltre 375mila euro.

L’indagine di mercato alla ricerca di nuovi stabili non è andata a buon fine. L’individuazione dei terreni di via Carrà, la svolta, è una delle eredità lasciate dal precedente prefetto Claudio Palomba, che ai nostri microfoni ha annunciato, il mese scorso, che si cercherà di fare lo stesso anche per la nuova sede dei vigili del fuoco.

Il metodo è lo stesso adottato per individuare l’area che ospiterà la nuova cittadella della giustizia: terreni confiscati e già nella disponibilità del Demanio.

In via Carrà, zona di espansione residenziale, ce n’è uno di 5mila mq. Il Comune di Lecce ha scelto di cedere gratuitamente, con vincolo di destinazione, tre particelle limitrofe di sua proprietà, inizialmente destinate a scuole dell’infanzia e dell’obbligo. Si arriva così ai 10-12mila mq disponibili. L’8 novembre scorso, la Questura di Lecce ha confermato che per dislocazione, ampiezza e conformazione, oltre che per la presenza di idonei collegamenti viari, l’area risulta confacente.

L’opera sarà finanziata con fondi Cipe. Si spera sia davvero la volta giusta, questa. Nel 2013, infatti, il Consiglio di Stato pose la pietra tombale definitiva sul precedente iter amministrativo, che l’allora prefetto Mario Tafaro e poi la prefetta Giuliana Perrotta avevano stoppato. La procedura di allora aveva portato a individuare già immobile e costruttore ma era priva di copertura finanziaria.

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