Cronaca

Processo “Ambiente svenduto”, Ilva pronta a patteggiare

TARANTO- L’Ilva in amministrazione straordinaria, tramite l’avv. Angelo Loreto, che rappresenta in giudizio l’azienda insieme con il collega Filippo Sgubbi, ha chiesto al Ministero per lo Sviluppo economico il permesso di avanzare richiesta di patteggiamento nell’ambito dell’udienza preliminare per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva.

E’ stato lo stesso legale a comunicarlo al gup di Taranto Vilma Gilli, chiedendo il differimento della sua discussione in attesa della risposta del ministero.

Se da un lato la richiesta della struttura commissariale per il patteggiamento può essere considerata una vittoria nel processo Ambiente Svenduto perché presuppone un’ammissione di colpevolezza dall’altro rappresenta un’astuta mossa tattica per consentire allo Stato di acquisire lo stabilimento senza incorrere in eventuali procedure per aiuti di stato da parte dell’Unione europea“. Lo afferma in una nota il leader dei Verdi Angelo Bonelli, secondo il quale “in base a quanto previsto dalle leggi e dal codice penale un bene sequestrato per un reato che va ad una sentenza di condanna viene confiscato e una volta confiscato lo stabilimento potrà essere nazionalizzato o venduto dallo stato. E’ di tutta evidenza – spiega – che il ministero darà il suo assenso al patteggiamento alla struttura commissariale nominata, lo ricordiamo, dal governo”. Tutto questo, conclude Bonelli, “però lascia senza risposta la domanda più importante: chi pagherà per il danno ambientale e per le bonifiche che ammontano a non meno di 8 miliardi di euro? Come resta senza risposta la domanda perché il ministero dell’Ambiente non ha avviato le procedure di determinazione economica del danno ambientale prevista dal decreto legislativo 152/2006”.

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