Cronaca

Ulivi: dopo il diktat europeo agricoltori in Senato e associazioni a Bruxelles

LECCE- Il giorno dopo il diktat europeo sull’abbattimento di tutti gli alberi infetti, il Salento è ancora tramortito. Prova a portare le sue istanze, in doppia veste, a Roma e a Bruxelles. Nel primo pomeriggio, la riunione della Commissione agricoltura del Senato, alla presenza di una delegazione del comitato “Voce dell’Ulivo”. In mattinata, invece, Peacelink ha fatto avere al Commissario Europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis, i dossier prodotti delle associazioni salentine, per “mettere in evidenza come non ci siano prove incontestabili della patogenicità nei confronti della Xylella”. Si mobilitano anche gli artisti: da Al Bano a Nando Popu a Winspeare per scongiurare le eradicazioni di massa delle piante. E’ in queste ore che diventerà esecutivo il piano del commissario straordinario Giuseppe Silletti. E la consapevolezza è che “sarà doloroso”, come è stato detto.

Anche per questo gli agricoltori, oggi, provano a far capire quant’è centrale il tema, dopo la delusione di Bruxelles. Non è stato tenero Voce dell’Ulivo nel commentare quanto accaduto ieri: “Mentre sul nostro territorio si specula e si perde tempo, altrove, nelle stanze che “purtroppo” contano, si prendono decisioni che dovrebbero essere prese in “condizioni di parità” con gli altri; il Ministro Maurizio Martina (e anche altri prima di lui) “lasciando la riunione dei 28 prima della discussione sul punto” ha dimostrato, se ancora qualcuno non se ne fosse accorto, tutto il suo mal celato disinteresse nei confronti del nostro territorio”.

I punti discussi in Senato e che domani saranno portati anche all’attenzione dello stesso Martina sono quattro e vanno dall’attivazione della ricerca all’utilizzo delle imprese agricole presenti sul territorio colpito per effettuare le operazioni straordinarie previste, dai poteri di sostituzione della autorità governativa in caso di inerzia degli enti locali alla promozione dei prodotti salentini.

Chiedono un freno all’eradicazione degli ulivi artisti e associazioni. Nella lettera al commissario europeo Andriukaitis, protocollata da Peacelink per conto degli attivisti del territorio, si chiede che la raccomandazione comunitaria di espianto massiccio “sia riconsiderata alla luce delle nuove possibili tecniche di cura alternativa” e che “sia fatta luce in merito alla presenza di concause, quali dei funghi, che potrebbero essere causa e non conseguenza della malattia”. 

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