Cronaca

Tap, ecco l’Ok alla Via: ci sono margini per valutare altri approdi

SAN FOCA-Ecco il documento con cui la commissione Via -Valutazione di impatto ambientale- del ministero dell’Ambiente ha dato l’ok al progetto del gasdotto Tap. Basta una prima lettura per comprendere che la valutazione lascia margini alla concertazione politica per l’eventuale individuazione di altri approdi.

A pagina 7, si legge che la direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero ha richiesto a Tap-ag, il 18 marzo, integrazioni allo studio di impatto ambientale, “ritenendo la documentazione già presentata del tutto incompleta e carente su molteplici aspetti” .

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Al punto numero 8, viene richiesto di “Approfondire l’analisi delle alternative, sia di quelle analizzate a nord di quella prescelta e già ipotizzate nel SIA -studio di impatto ambientale- e sia di ulteriori diverse alternative non contemplate nel SIA”.

Al punto 48, l’ultimo della lista di richieste, si legge:  “Considerato che il progetto, così come presentato nel SIA, è comunque funzionalmente collegato alle altre opere di linea on-shore che dovranno essere realizzate per convogliare il gas alla rete di trasporto nazionale Snam rete gas, si ritiene necessario richiedere una valutazione preliminare anche sugli impianti cumulativi che la completa realizzazione dell’infrastruttura a regime potrà indurre”.

Alla luce della lettura del documento, il comitato no tap e l’associazione tramontana, fanno sapere che “pur rimanendo contrari alla realizzazione dell’opera, chiedono che consiglieri regionali e parlamentari si assumano la responsabilità di decidere dove far approdare il gasdotto, visto che dicono di non volerlo a San Foca perchè -incalzano- è troppo semplice, altrimenti, rilasciare dichiarazioni strumentali”.

Come dire: i margini ci sono, sono stati messi nero su bianco, San Foca non è condannata. Ora è la politica che deve fare la propria parte, e che sia da protagonista. No a San Foca, sì a Brindisi? A chi fa proclami la risposta. Nel frattempo, spunta il documento inviato dai Vigili Del fuoco al ministero, con il quale chiedono documentazione integrativa e puntano il dito sul mancato rispetto delle normative di sicurezza in fase progettuale.

Tra le pagine, “vengono svelate -dicono i no tap- tutte le inesattezze dette in 4 anni a Melendugno”. “Non si potrà più pescare,i lidi vanno chiusi e anche la zona del “microtunnel” va asservita con delle fasce di sicurezza”.

TAP deve chiedere alla capitaneria di interdire alla pesca la zona dell’approdo. La pineta,il cordone dunale,la spiaggia vanno asserviti con un fascia di sicurezza. I lidi vanno chiusi. TUTTO QUESTO A PROCEDURA DI VIA CHIUSA??? Ma la procedura è chiusa? Il comitato più volte nell’iter del progetto ha chiesto chiarimenti tramite le osservazioni,ora una cosa è chiara,se il TAP verrà costruito, la spiaggia di San Basilio,la pineta,e il tratto di mare saranno interdetti e utilizzate come fascia di sicurezza”.

Allo stato attuale delle cose, le prescrizioni risultano tante. Dopo il decreto del ministro, per il gasdotto partirà un’ altra fase, quella dell’ Autorizzazione unica finalizzata all’ avvio dei cantieri. È di competenza del ministero dello Sviluppo economico e si svolgerà con la procedura della conferenza dei servizi. La politica deve intervenire, ora, con posizioni chiare.

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