Cronaca

Limoni mutati in Salento, inquinamento o natura?

A vederli, sembrano frutti alieni, secondo qualcuno arrivati in Salento a bordo di frammenti di meteorite. Alcuni ambientalisti, invece, sono pronti a scommettere che sia tutta colpa dell’inquinamento atmosferico. In realtà, però, gli aberranti limoni mutati che spuntano sugli alberi del territorio, dal brindisino al leccese, dovrebbero essere semplicemente il ‘frutto’ di un acaro responsabile della curiosa anomalia chiamata ‘mano di Buddha’.

A denunciare l’episodio, alcuni cittadini di Cellino S.Marco e S.Pietro Vernotico, anche se i casi sono piuttosto diffusi anche in alcuni centri della provincia di Lecce.

Da un punto di vista scientifico, i limoni si presentano ripartiti in spicchi. Ciò vuol dire che ogni spicchio tende a svilupparsi come unità a sè stante. Ne consegue una forma non globosa del frutto, bensì frastagliata in varie escrescenze.

Gli orientali, in particolare i giapponesi, vi videro la forma della mano divina. Ma gli orientali non hanno la Centrale ‘Federico II’, il Petrolchimico o ‘Edipower’.

E così, almeno nel brindisino, c’è già chi è pronto a lanciare l’allarme inquinamento. Ma se gli alieni non c’entrano nulla, è difficile che anche le Centrali nostrane possano essere colpevoli della mutazione. La colpa, in realtà, sarebbe dell’acaro delle meraviglie, un parassita che va ad influenzare la crescita non omogenea del frutto. Che, ci confida un contadino, è buono come un normale limone.

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