Attualità

Strade ingorghi e polemiche: la storia si ripete

TORRE LAPILLO – Code interminabili, ingorghi, clacson che suonano all’impazzta, pedoni che fanno lo slalom tra auto imbottigliate. E spesso, purtroppo, capita che a rimanere imbottigliati siano anche i mezzi di soccorso. L’inferno. Siamo a Torre Lapillo, lingua d’asfalto che collega con la vicina Porto Cesareo, orario di rientro da mare, dagli stabilimenti balneari presenti lungo questo tratto di strada che in questo periodo dell’anno diventa a senso unico di marcia. Ed è subito caos. Proteste, tante, richieste di sbloccare questa situazione assurda e pericolosa, altrettante. Sino ad arrivare anche sul tavolo della Prefettura. Ma ogni anno si ripresenta, puntuale, la stessa storia. Eppure, basterebbe poco, a detta di molti, per dare una svolta. Ovvero aprire una delle strade che si intersecano con l’arteria provinciale, come potrebbe essere via Castro, una lingua d’asfalto di 180 metri, sterrato, e che forse qualcuno non vuole venga utilizzata. La proposta arriva dallo showman Gianni Ippoliti, che torna ancora una volta sulla questione denunciando quella che è la situazione che a stagione estiva in corso reca non pochi disagi nella marina jonica. Una questione annosa, quello dell’intasamento della provinciale Torre Lapillo-Porto Cesareo, e denunciata più volte anche da Telerama, a cui sono arrivate e continuano ad arrivare segnalazione e proteste da parte di residenti ma anche villeggianti e turisti. Una soluzione ci sarebbe, e sarebbe quella dell’acquisizione a patrimonio comunale, da parte dell’amministrazione di Porto Cesareo, le strade private interne per collegarle direttamente alla Nardò-Avetrana, che diventerebbero di conseguenza una valvola di sfogo per decongestionare l’arteria principale. In una nota già inviata alcuni mesi addietro al Prefetto, infatti, si fa riferimento all’articolo sei della legge regionale numero 26 del primo agosto 2020, il quale stabilisce che tutte le strade ricadenti nei comuni pugliesi, non classificate statali, provinciali e comunali, vengano classificate quali strade comunali e assunte direttamente al patrimonio dello stesso comune per l’interesse pubblico che rivestono. Attraverso l’applicazione di questa norma, dunque, sostengono quanti hanno interessato della questione la Prefettura, il problema potrebbe essere risolto. Ad oggi, però, restano gli ingorghi ed i rischi di rimanere bloccati nel traffico per i mezzi di soccorso, soprattutto ambulanze e camion dei vigili del fuoco. “Basterebbe veramente poco per venire a capo di questa situazione, per decongestionare questa località turistica”, sottolinea ancora una volta Gianni Ippoliti, e speriamo che questo ennesimo appello non cada nel vuoto.

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