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Concessioni balneari: cosa cambia? Dibattito a Controvento

LECCE- Una matassa difficile da sbrogliare, quella delle concessioni balneari, anche alla luce dell’ultima sentenza della Corte Europea sul caso Ginosa. Se n’è discusso ieri sera a Controvento, con illustri giuristi e rappresentanti degli imprenditori balneari.

 

Finalmente un po’ di chiarezza nel ginepraio delle concessioni balneari, ieri sera a Controvento, nel dibattito condotto da Cesare Vernaleone e Walter Baldacconi.

Con illustri giuristi e rappresentanti degli imprenditori del settore si è affrontata una questione assai spinosa, partendo dalla direttiva Bolkestein del 2006 fino al decreto Milleproroghe del Governo Draghi (che aveva fissato la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2033, poi anticipata a fine 2023) per arrivare alla recente sentenza della Corte europea che ha messo una pietra tombale sulla questione: no al rinnovo automatico delle concessioni e obbligo di procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento in gestione del demanio marittimo, che è un bene pubblico.
Ma come vanno considerati i servizi che, su quel bene pubblico, sono stati realizzati e offerti dai gestori privati dei lidi, rendendo fruibili le spiagge e valorizzando le coste?
L’Italia aveva legiferato in materia, stabilendo che dal 1° gennaio 2024 bisognava liberare le concessioni, senza però entrare nei decreti attuativi.

Ha riacceso la questione il “caso Ginosa”, su cui si è espressa la Corte Ue su ricorso dell’Autorità italiana Garante della Concorrenza e del Mercato, contro le proroghe delle concessioni di occupazione del demanio marittimo, senza appalto pubblico, deliberate dal comune ionico tarantino a dicembre 2020.

Al di là delle disquisizioni giuridiche, la domanda è una: al 31 dicembre prossimo i Comuni costieri dovranno espletare le gare per l’assegnazione delle concessioni balneari? Presupposto è la valutazione della scarsità della risorsa per applicare la direttiva servizi. In Puglia, la cosiddetta Legge Minervini risolverebbe il problema?

Gli imprenditori balneari sono disorientati e vedono nero nel loro futuro.

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