Politica

Bufera nel Pd, Morciano chiede le dimissioni di Lacarra

PUGLIA –  “Lacarra? Si dimetta immediatamente!”. Scoppia la bufera in casa Pd dopo le esternazioni rilasciate dal segretario regionale dei dem che dopo la batosta elettorale delle politiche ha attaccato la classe dirigente del partito senza – tuttavia – fare nomi e cognomi: “C’è gente incapace di raccogliere anche solo i voti della sua famiglia e si permette di pontificare”. Apriti cielo. Dichiarazione al cianuro che ha innescato una pericolosa miccia interna.

Il primo a chiedere la testa di Lacarra è stato il segretario provinciale di Lecce Ippazio Morciano. Oramai non rappresenta più la comunità del Pd”. Una frase che appare una sentenza. “Tra la federazione di Lecce e la segreteria regionale non abbiamo più nulla in Comune”, ha spiegato Morciano. E ancora: “Quel linguaggio non può appartenere a chi ha la responsabilità di guidare un partito a livello regionale”. Ed ecco la stilettata finale. “Serve una svolta. Subito. Lacarra avrebbe già dovuto avere l’intelligenza e la sensibilità di farsi da parte e non lo ha fatto”.

Morciano difende a spada tratta dirigenti e attivisti della federazione leccese (“hanno dato tutto e invece sono stati ricoperti da insulti”). E invoca le scuse da parte di Lacarra. Il numero uno del partito pugliese finisce nel mirino anche dell’assessore comunale di Lecce, Paolo Foresio: “Invece di ringraziare in tutte le lingue tutti, dal primo all’ultimo, gli iscritti e i militanti appassionati che volontariamente – e ripeto volontariamente – si spendono ogni giorno sui territori affianco ai cittadini ascoltando i loro problemi e difendendo spesso delle scelte altrui incomprensibili, pensa bene di attaccarli con offese inqualificabili. Sicuramente, il modo giusto per ripartire”. Quindi l’attacco frontale: “Se volete bene a questa comunità politica, se volete bene a questo paese fatevi da parte e fate ripartire questo partito libero da condizionamenti, tattiche e piccoli interessi di bottega che servono solo a chi vuole autoconservarsi e ridurlo ai minimi storici allontanandolo dai cittadini. Ma Lacarra si difende e passa al contrattacco: “Ce l’avevo con i dirigenti di circolo del mio collegio. Non devo chiedere scusa a nessuno”.

Lo strappo è sancito. Ricucirlo appare un’impresa.

https://www.youtube.com/watch?v=KZ-6X9qtt60

 

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