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Caro bollette pesa anche su extravergine di oliva: vendite in calo del 10%

PUGLIA- Anche l’olio extravergine d’oliva paga il prezzo del caro bollette, che incide sul potere d’acquisto delle famiglie riducendo i consumi e la spesa alimentare. Diminuiscono del 10% le vendite di extravergine d’oliva in Puglia, mentre sui produttori si è abbattuto il peso dei rincari energetici con un aumento totale del 15% dei costi medi. È quanto emerge da uno studio della Coldiretti regionale, sulla base del report Ismea sugli acquisti alimentari nel secondo semestre 2021.

In calo anche le esportazioni, con una flessione dell’1,8 per cento.

Ad impattare fortemente sulla produzione olearia in Puglia sono il prezzo del carburante, raddoppiato in pochi mesi, il costo dell’energia cresciuto già da settembre 2021 e i rincari di vetro per le bottiglie (+15%) e carta per le etichette (+70%), fino ai costi esorbitanti per imbottigliamento, confezionamento e trasporti.

In questo scenario serve un’ulteriore stretta sui controlli, per contrastare le pratiche sleali che spacciano per extravergine made in Puglia l’olio ottenuto da olive straniere: su molte bottiglie è praticamente impossibile riuscire a leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge in etichetta.

In generale, il consiglio per i consumatori è diffidare di prezzi troppo bassi, di preferire gli oli extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, ed in particolare quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane, o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli e nei frantoi per supportare l’economia agricola locale.

 

Mariella Vitucci

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