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Scuole di danza in rivolta: “Chiusi da ottobre, urge soluzione”

LECCE – Con una lettera aperta i titolari della scuole di danza della provincia di Lecce si dicono “stanchi, delusi, traditi”: le rassicurazioni del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, su una possibile riapertura a gennaio sfumano in un nulla di fatto. Il settore è fermo dal 24 di ottobre e con il nuovo Dpcm lo stop si prolunga fino al 5 di marzo. Una doccia fredda che non intendono incassare in silenzio.

Per questo chiedono un’imminente rivalutazione dei provvedimenti in atto. “Anche perchè per tutti gli altri settori (dai centri commerciali, ai parrucchieri, ai ristoranti) una soluzione è stata trovata -incalzano- per tutti, tranne per noi. Meritiamo risposte serie e soprattutto non meritiamo di chiudere”.

LA LETTERA INTEGRALE:

Ancora una volta siamo qui a scriverVi e a dare voce alla grande insofferenza del settore sportivo. Siamo un
gruppo di insegnanti di danza, proprietari di ASD, di piccole realtà del sud-Italia, specificatamente della
provincia di Lecce.
Come tutti sanno il nostro settore è fermo dal 24 Ottobre 2020, il primo che è stato costretto a fermarsi
dopo appena un mese dalla riapertura. Vi chiederete come mai da un mese? Perché le nostre realtà
(CENTRI DANZA) a differenza di palestre e piscine, lavorano circa 9 mesi l’anno, ovvero da Ottobre a
Giugno. Siamo perfettamente coscienti dell’emergenza sanitaria che il mondo sta affrontando, per questo
motivo siamo stati uno dei pochi settori che si è sempre attenuto scrupolosamente a tutti i protocolli di
sicurezza imposti dal Governo. Abbiamo fatto il sacrificio in questi mesi con la speranza di una possibile
apertura nel mese di Gennaio, come annunciato dal Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora sui canali
social sino in data 09/01/2021. Ad oggi con il nuovo DPCM del 16 Gennaio 2021 la situazione per lo Sport
non risulta migliorata in quanto la chiusura è stata prorogata fino al 5/03/2021 (salvo ulteriori
provvedimenti) e quindi molte realtà sportive saranno costrette a chiudere definitivamente come già
avvenuto nei mesi precedenti ad alcuni colleghi. I tanto menzionati aiuti economici “BONUS
COLLABORATORI e FONDO PERDUTO” ormai non bastano a coprire tutte le spese che mensilmente
un’attività come la nostra deve sostenere (spazzatura, luce, affitto, etc), e non ripagano il diritto al lavoro di
ognuno di noi.
Come se non bastasse, il prolungarsi di tutta questa situazione inizia ad aver effetti negativi sulla salute
fisica e mentale nostra e dei nostri soci (dal più piccolo al più grande).
Detto ciò siamo qui a chiedere un’imminente rivalutazione riguardante la ripartenza del nostro settore,
anche perché per tutti gli altri settori (centri commerciali, bar, parrucchieri, centri estetici, negozi,
ristoranti, etc) si è riuscita a trovare una soluzione per continuare a lavorare. Gli unici a rimanere chiusi da
fine ottobre ad ora siamo stati noi, senza aver la possibilità di comprenderne il motivo. Crediamo di
meritare delle risposte che fino ad ora non sono state concrete né esaustive. Ci sentiamo offesi e presi in
giro, perché nelle nostre strutture non ci sono mai stati casi di contagio.
L’arte non può morire.

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