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All’alba 8 arresti SCU. Imprenditori sotto scacco degli strozzini

BRINDISI – In otto in carcere, per cinque disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In manette  Giovanni Donatiello, 59 anni di Mesagne, Francesco Campana 47 anni detenuto a Milano; Enrico Colucci 66 anni ; Angelo Pagliara; Teodoro Valenti; Antonio Signorile 50 anni ; Alessandra Di Lauro 54; Cesario Monteforte 54enne, tutti di Brindisi.

Le persone sottoposte a obbligo di firma sono Giuseppe e Lucia Monteforte 34 e 52 anni; Simone e Marco Sperti 23 e 33 anni ; Mara Riza 31 anni, brindisini.

L’attività investigativa  ha consentito di delineare i nuovi assetti ed i ruoli all’interno della consorteria criminale riferibile al clan CAMPANA. Protagonista   nella provincia di Brindisi, già dal 2015, con attribuzioni di ruoli e gradi propri delle consorterie mafiose, riconducibile alla S.C.U. Obiettivo del sodalizio la commissione di una serie di reati con particolare riferimento alle estorsioni, avvalendosi di un rinsaldato controllo del territorio e dell’assoggettamento delle vittime al modus operandi particolarmente intimidatorio dei consociati.

L’associazione risulta dotata di una struttura gerarchica ben definita, e ricostruita dagli investigatori in queste ore,  all’interno della quale ciascuno dei membri ricopre ruoli e compiti ben definiti. Francesco CAMPANA, nonostante lo stato di detenzione, è riuscito a mantenere contatti con gli affiliati anche grazie alla compagna, Lucia MONTEFORTE, che con regolare frequenza si reca a fargli visita. La MONTEFORTE, a sua volta, avrebbe mantenuto i contatti con gli altri componenti dell’organizzazione malavitosa. Nella struttura verticistica della frangia brindisina della S.C.U., ad un gradino immediatamente più basso rispetto al capo indiscusso, si è collocato per diverso tempo Cesario MONTEFORTE, detto Rodolfo. Questi, fratello di Lucia, è diventato il punto di riferimento per la criminalità brindisina, in quanto, sebbene sia stato più volte detenuto, ha ricevuto, per gli investigatori da Francesco CAMPANA, l’investitura ad organizzare il sodalizio criminoso nella città di Brindisi. Le disposizioni impartite giungevano all’esterno del carcere, grazie al ruolo di portavoce, svolto dalla compagna Alessandra DI LAURO. I Monteforte in concorso con altri, sono ritenuti responsabili di una serie indeterminata di reati con particolare riferimento ad una diffusa attività estorsiva a danno degli esercenti attività commerciali e degli imprenditori agricoli , per ricavare denaro e per assumere il controllo o esigere il rendiconto di qualsiasi attività illecita da chiunque svolta per mantenere il controllo del territorio ed acquisire disponibilità finanziaria, anche per assicurare il supporto economico agli affiliati detenuti ed alle loro famiglie.I Poliziotti  sono riusciti a scoprire tutta la struttura gerarchica del clan mafioso.  Le vittime per paura non hanno mai denunciato quanto subito. La vasta operazione di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce è stata portta a termine da oltre 100 persone, tra gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Brindisi, cpoadiuvati da numerosi equipaggi del raperto prevenzione crimine Puglia, personale del IX reparto Volo di Bari.

 

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