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Sigilli alla discarica d’amianto, ora si chiede la revoca delle autorizzazioni

GALATONE – Dopo il sequestro, avvenuto nelle scorse ore, della discarica d’amianto di Galatone, si spinge per la revoca delle autorizzazioni all’impianto della Rei srl, che accoglie eternit da tutta Italia.

La Procura di Lecce ha chiesto il sequestro, accordato dal gip Michele Toriello, per il pericolo concreto di dispersione di fibre cancerogene nell’aria. Stando alla consulenza del perito Francesco Fracassi, dopo due sopralluoghi, il problema starebbe negli imballaggi del materiale, non sempre perfettamente sigillati. Un quarto di questi, infatti, a protezione del materiale contenente amianto stoccato nella discarica, è risultato danneggiato perdendo, quindi, di fatto la sua capacità di isolare le fibre cancerogene di asbesto.

“Oltre a questa gravissima inadempienza – dice ora il consigliere regionale del M5s Cristian Casili – vorrei ricordare che già l’Arpa, nel verbale redatto in seguito all’ispezione di controllo avvenuta a novembre e dicembre 2014, rilevò diversi inadempimenti da parte della Rei”. Si trattava, in particolare, di mancato rispetto della periodicità bimensile prescritta nell’AIA per il monitoraggio delle emissioni diffuse; mancato funzionamento della centralina meteo; mancata istituzione del registro dei controlli mensili del volume di percolato prodotto; mancato campionamento del percolato prodotto del III semestre 2014; mancata realizzazione della cabaletta perimetrale del corpo discarica;  mancate tracciabilità dell’intervallo di tempo tra deposizione rifiuti e ricopertura degli stessi.

E’ alla luce di ciò che Casili chiede alla Provincia di revocare le autorizzazioni all’impianto, anche perché con una delibera provinciale del 2014 venne stabilito che l’amianto doveva arrivare solo dalla provincia di Lecce, di comune accordo con i Comuni di Galatone e Nardò. Tuttavia, in una relazione di autocontrollo annuale dell’azienda di febbraio 2014 e relativa all’attività di smaltimento del 2013, come riportato da Telerama, la ditta Rei dichiarò che, proprio nel 2013, i conferimenti di materiali da costruzione contenente amianto erano complessivamente inferiori rispetto a quelli del 2012 attestandosi su un quantitativo poco superiore alle 4000 tonnellate e che, oltre l’80% di questi materiali, proviene dalle province di Lecce, Brindisi e Bari, mentre una aliquota minoritaria (meno del 20%) è di provenienza extra regionale.

 

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