Politica

Tagli sanità, accuse incrociate Mellone-Perrone

LECCESI – Si arricchisce di un altro capitolo, durissimo e inedito, lo scontro politico sul taglio dei punti nascita negli ospedali leccesi. I duellanti, stavolta, sono il Direttore generale della Asl e il Sindaco di Lecce. È Valdo Mellone a puntare il dito contro la Conferenza dei sindaci, che da Paolo Perrone è presieduta: “In questa vicenda – dice – c’è un silenzio assordante della politica, intesa non quella dei singoli politici, che fanno bene se lo ritengono, ad alzare la voce. È l’organo che istituzionalmente può esprimere opinioni e pareri, la Conferenza dei sindaci, a non essersi occupato mai di queste questioni. Si sapeva già che ci sarebbe stata una riduzione dei punti nascita. Dato per assodato lo standard nazionale del mantenimento di quelli con più di 500 parti l’anno, vale a dire Lecce, Tricase, Galatina e Copertino – spiega ancora il numero uno di via Miglietta – rimaneva da scegliere un altro ospedale in cui salvarlo, tra Gallipoli, Scorrano e Casarano, sulla base di criteri che potevano essere concordati. Questo non è stato fatto, c’è stata una lacuna, l’assenza di una voce ‘univoca’ dei sindaci. Qui ognuno va per la sua strada e ciò si traduce per noi in una mancanza di interlocutore, con le ovvie conseguenze. Se mai una giunta come quella del Veneto avesse pensato di adottare un atto difforme al parere della Conferenza, lo strappo sarebbe stato irrimediabile”.

Il guanto della sfida è lanciato e Perrone non tarda a raccoglierlo, rilanciando: “Non siamo stati sollecitati a interloquire su questa faccenda e scaricare sui sindaci la responsabilità mi sembra un modo inusuale per uscire dall’angolo e giustificare un’attività della Regione indifendibile. La Conferenza dei sindaci, tra l’altro, viene interpellata solo per meri adempimenti formali, al contrario di quello che avviene in Veneto. D’altronde, le indicazioni da noi date anche in merito all’ospedale di Gagliano non sono state affatto tenute in considerazione. Forse finora – chiosa Perrone – siamo stati fin troppo tolleranti”.

Insomma, le polemiche e gli strascichi si faranno sentire, soprattutto nei comuni interessati, oltre Nardò dove per il “S.Giuseppe Sambiasi” si è proceduto alla completa dismissione e dove ora il movimento “Azione e Rinnovamento” chiede le dimissioni dei Consiglieri e Assessori di Sel.

Ma oltre le barricate politiche, c’è dell’altro. Il braccio di ferro, infatti, è pronto a spostarsi nelle aule di tribunale con il ricorso al Tar, che entro fine mese verrà presentato da almeno 13 comuni, da Collepasso a Ugento, passando per Tuglie e con capofila Casarano.

Un ricorso contro la delibera della Regione Puglia che nega al “Ferrari” quel punto nascita fino all’altro ieri dato per certo e che ora è stato sacrificato a favore di Scorrano. Il “Veris Delli Ponti” è stato salvato – è spiegato – ‘per ragioni di copertura territoriale’, per non lasciare sguarnita la dorsale adriatica da Lecce a Tricase.

Ma ce n’è un’altra di motivazione, politica, ad aver alimentato il ragionamento fatto a Bari, nell’ultima seduta di giunta: spogliare Scorrano di reparti e servizi significherebbe privare di senso il nucleo del futuro ospedale che dovrebbe nascere in quell’area, a Melpignano, a cui dare priorità nella costruzione. Alla porte della guerra giudiziaria, però, Mellone getta acqua sul fuoco: “Abbassiamo il livello dello scontro e cerchiamo una soluzione, a saldi invariati, che possa mettere tutti d’accordo”.

di Tiziana Colluto

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