LECCE – Trentotto giornate. Un campionato intero. E alla fine, come spesso accade nel calcio, tutto si riduce a novanta minuti. Il Lecce arriva all’ultimo atto della Serie A con il destino ancora nelle proprie mani. Diciassettesimo posto, un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione: un margine sottile, ma pur sempre un margine. Domenica sera contro il Genoa non si può sbagliare.
I giallorossi devono vincere, o quantomeno non perdere, sperando che la matematica faccia il resto. Ma con un punto di vantaggio, la vittoria è l’unico risultato che mette davvero al sicuro, che chiuda la porta e butti via la chiave.
Dall’altra parte del campo ci sarà un Genoa che di punti salvezza non ha più bisogno. La squadra rossoblù di Daniele De Rossi ha archiviato la pratica permanenza da qualche settimana, e tecnicamente potrebbe scendere in campo senza pressioni. Ma chi conosce l’ex capitano della Roma sa che “gestire” non è una parola che appartiene al suo vocabolario calcistico.
L’altra metà dell’equazione appartiene alla Cremonese. Mentre il Lecce sarà impegnato davanti al proprio pubblico, i grigiorossi ospiteranno il Como, una partita che i tifosi salentini seguiranno con il fiato sospeso, con la quadra di Fabregas che è ancora in corsa per un posto nella prossima Champions League. Ma, a questo punto della stagione, è inutile fare calcoli.
Nel frattempo, Di Francesco lavora in silenzio sul campo d’allenamento. Il grande dubbio riguarda l’attacco. Cheddira o Stulic? Cheddira è in stato di grazia, quattro gol nelle ultime tre partite parlano per lui. Ma Stulic ha siglato al “Mapei” il gol che potrebbe valere la salvezza, e “Difra” potrebbe decidere di premiarlo dal primo minuto.
Domenica sera, quando l’arbitro fischierà il calcio d’inizio al “Via del Mare”, tutto il resto — le polemiche arbitrali, le sconfitte di settembre, i rimpianti di gennaio — non conteranno più nulla. Conteranno solo quei novanta minuti. I giallorossi hanno lottato per arrivare a questa giornata con qualcosa da difendere, e sta a loro, cercare di non buttare all’aria questo privilegio.