Cinque anni di reclusione per violenza sessuale aggravata e lesioni personali aggravate. È la pena inflitta dal Tribunale di Lecce ad un 32enne di origine guineana residente a Martano, riconosciuto colpevole dei fatti avvenuti nel novembre 2025 ai danni di una donna.
Secondo quanto ricostruito durante il processo, l’uomo si sarebbe recato presso un’abitazione di campagna dove stava svolgendo lavori di manutenzione di una piscina. Dopo aver manifestato il proprio interesse sentimentale alla proprietaria, una donna di 51 anni e nonostante il ripetuto rifiuto della donna, avrebbe tentato di costringerla a subire atti sessuali contro la sua volontà. La vittima sarebbe stata spinta su un divano, immobilizzata e parzialmente denudata, riuscendo però a opporre resistenza e a evitare il rapporto completo.
Nel corso dell’aggressione la donna avrebbe riportato un trauma contusivo alla regione occipitale, ecchimosi diffuse e uno stato ansioso reattivo, con una prognosi di almeno dieci giorni.
Il giudice non ha riconosciuto le attenuanti generiche, evidenziando l’assenza di segnali di resipiscenza da parte dell’imputato. Oltre alla condanna penale, è stato disposto il risarcimento del danno alla parte civile, quantificato in 10mila euro, oltre al rimborso delle spese legali. L’uomo è stato inoltre dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e interdetto legalmente per la durata della pena. Il 32enne era difeso dall’avvocato Gianluca Bianco, mentre la donna dall’avvocato Stefano Gallo.