SANTA CESAREA – “L’allarme sulla gestione e sul futuro delle Terme di Santa Cesarea, che abbiamo lanciato da anni anche con interrogazioni e audizioni in Consiglio regionale, è confermato dalla Corte dei Conti. La situazione delle società partecipate del Comune, in particolare quella che gestisce le Terme, è allarmante. Schiacciata dai debiti, la società non paga i dipendenti da quattro mesi e non dà garanzie, lasciandoli nell’angoscia”. Interviene così sulla grave situazione che stanno vivendo i dipendenti delle terme il consigliere regionale Paolo Pagliaro insieme ai tesserati di Fratelli d’Italia di Santa Cesarea Terme.
“Si sta sprecando un patrimonio immenso per colpa di scelte gestionali che non abbiamo mai condiviso, perché sapevamo che avrebbero portato al disastro in cui le Terme sono precipitate, nel silenzio assordante e vergognoso dell’amministrazione locale e della Regione Puglia, che ha solo fretta di dismettere le sue quote. Sono entrambe latitanti – dice – Dove sono finite le promesse fatte in campagna elettorale? Solo bugie per incassare voti, sulla pelle dei cittadini. L’amministrazione di centrosinistra, che per 13 anni ha avuto la redini del Comune, ha responsabilità precise. È suo dovere dare risposte ai bisogni dei lavoratori delle Terme pagando subito gli stipendi arretrati, per dare dignità e certezza di futuro a queste persone e alle loro famiglie. Noi siamo da sempre al loro fianco, con i fatti e non a parole. Già nel 2021 – riciorda – accendemmo un faro sulla mancata retribuzione dei dipendenti, riuscendo a sbloccare la situazione. Anche stavolta li difenderemo, e torneremo a dare battaglia perché il gioiello delle Terme non venga sepolto nel fango per colpa di chi ha dimostrato di essere incapace di amministrarlo e metterlo a frutto”.
Sulla questione intervengono anche i consiglieri di minoranza Emanuele PISPICO e Salvatore CAZZATO, che parlano di “ennesima vergogna politica”.
“I lavoratori nelle scorse ore -dicono- si sono riuniti in assemblea per chiedere spiegazioni e una soluzione immediata e nè l’amministrazione né la Regione hanno partecipato. E mentre chi dovrebbe dare risposte sceglie il silenzio – continuano – la risposta della società è stata una sola frase:Abbiate pazienza. Vediamo a giugno.
Già nei prossimi giorni – annunciano in chiusura – approfondiremo questa grave situazione nelle sedi opportune”.