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Provincia, incarichi e statuti blindati: corsa contro il tempo prima del voto

Se nelle società partecipate si tenta di blindare i vertici attraverso modifiche statutarie, negli uffici della Provincia di Lecce il clima non appare molto diverso. Sembra circolare, infatti, una raffica di avvisi interni per il conferimento di incarichi di Elevata Qualificazione, pubblicati tutti in una manciata di ore e con scadenze ravvicinatissime.
Tra il 13 e il 14 gennaio sono stati infatti emanati tre distinti avvisi che interessano settori nevralgici dell’ente: Risorse Umane, Politiche Europee, Appalti e Contratti. In totale, cinque incarichi apicali, tutti con durata fino al 30 giugno 2026, rinnovabili secondo regolamento.
Il Servizio Risorse Umane e Pari Opportunità ha attivato due procedure per la direzione delle unità operative che si occupano di relazioni sindacali, programmazione della spesa del personale, trattamento economico e contrattazione decentrata. In parallelo, il Servizio Politiche Europee, Assistenza agli Enti Locali e Servizi Ausiliari ha messo a bando altri due incarichi strategici, legati alla programmazione negoziata e al coordinamento dei servizi ausiliari. A completare il quadro, l’avviso del Servizio Appalti, Contratti e SUA, relativo alla gestione dei processi di affidamento dei contratti pubblici, uno dei gangli più sensibili dell’azione amministrativa.
Colpisce non solo la concentrazione temporale degli atti, ma anche la ristrettezza dei termini: le domande devono essere presentate entro il 20 o il 21 gennaio, lasciando ai potenziali candidati pochi giorni per predisporre istanze e curricula. Formalmente, tutto avviene nel perimetro del CCNL e del regolamento provinciale. Politicamente e amministrativamente, però, in una fase pre-elettorale. Che si stiano stabilizzando ruoli chiave destinati a restare in sella anche in caso di cambiamenti futuri ai vertici dell’ente?
E questo emerge all’indomani dalla vicenda della Stp di Terra d’Otranto, con un’assemblea straordinaria convocata per il 23 gennaio con un ordine del giorno solo in apparenza tecnico: la modifica degli articoli 2 e 14 dello Statuto. Una scelta che introduce il principio della cosiddetta “continuità amministrativa”, limitando la possibilità per l’assemblea dei soci di intervenire sull’assetto dell’organo amministrativo prima della naturale scadenza del mandato e prevedendo, al contempo, un meccanismo di tutela economica per gli amministratori anche in caso di cessazione anticipata.
Il presidente della Provincia di Lecce e candidato alla guida dell’ente, Fabio Tarantino, difende la convocazione dell’assemblea parlando di “attività ordinarie”, frutto di una programmazione datata e mai contestata. Ma se è vero che le procedure richiamano norme contrattuali e regolamenti vigenti, è altrettanto vero che la concentrazione temporale degli avvisi, la ristrettezza dei termini e la loro collocazione a ridosso di un passaggio elettorale come l’elezione del presidente della Provincia rappresentano elementi oggettivi.

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