Attualità

Telecamere nelle Rsa, il Governo impugna la legge regionale

PUGLIA – Due leggi regionali sono state impugnate dal governo nazionale. La prima è quella relativa alle telecamere nelle Residenze sanitarie assistite.
In particolare, l’articolo 3 della legge della Regione Puglia numero 13 del 15 giugno 2023, “legittima le strutture private socio-sanitarie e socio-assistenziali a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno, all’autonoma installazione di sistemi di videosorveglianza”.
L’obiettivo era quello di prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, ai danni di anziani e persone con disabilità. Ma la nuova normativa è stata bocciata da Palazzo Chigi in quanto non sarebbero stati osservati “i criteri di protezione dati e la legislazione nazionale”. Diverse le lacune evidenziate nella normativa regionale: non viene individuato il plesso normativo di riferimento per l’attribuzione all’autorità giudiziaria della competenza all’accesso alle videoriprese; emerge, inoltre, l’invalidità del previsto consenso al trattamento, e non vengono stabiliti nemmeno i tempi di conservazione delle videoriprese, elemento essenziale della disciplina di protezione.
Secondo il Governo il provvedimento, proposto dal consigliere Tutolo,
”reca una disciplina invasiva della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile ed è “in contrasto con i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario”, eccedendo dunque le attribuzioni legislative regionali, in relazione alla disciplina di protezione dei dati personali.
L’altra legge impugnata da Palazzo Chigi è quella relativa alle cure odontoiatriche per i disabili nei Pta. “Introducendo un ulteriore livello di assistenza sanitaria rispetto ai Lea, i livelli essenziali delle prestazioni posti a carico del servizio sanitario regionale – spiegano i rappresentanti del governo – la normativa “si pone in violazione della disciplina relativa ai piani di rientro dal disavanzo finanziario, al quale la Regione Puglia è sottoposta, e al conseguente divieto di spese non obbligatorie”. Insomma, la Regione Puglia non avrebbe rispettato i vincoli di spesa stabiliti dal Governo.

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