Attualità

Un’altra estate, un nuovo urlo di rabbia da Baia Verde

GALLIPOLI – Spaccio di droga, furti, atti vandalici, degrado e un senso di totale e sconfortante abbandono. La Baia Verde di Gallipoli continua a restare una terra di nessuno, una sorta di enclave dimenticata da tutti. Come se gli episodi di micocriminalità avvenuti nel recente passato fossero stati rimossi, cancellati con un colpo di spugna. Una situazione che desta allarme. I residenti sono stanchi e lanciano l’enensimo sos al sidnaco Minerva, ad assessori e consiglieri comunali. In una lettera il Comitato direttivo dell’Associazione Pro Baia Verde esprime “profonda delusione per l’ennesimo, mancato riscontro di promesse fatte che ancora una volta sono andate deluse”. Il riferimento è a un incontro di tre mesi fa nel quale si faceva cenno ad un “programma che prevedeva un accordo – fanno sapere i residenti – con un fantomatico Istituto di Vigilanza specializzato nella prevenzione e controllo del territorio dal Lido San Giovanni fino alla Baia Verde e stabilimenti balneari compresi, in supporto alle Forze dell’Ordine convenzionali; inoltre un più completo controllo del territorio sarebbe stato affidato ad un sistema di videosorveglianza”. Risultato? Nulla di tutto questo è stato fatto tanto che il Comitato ha deciso a proprie spese di stipulare una convenzione con un Istituto di Vigilanza nelle ore notturne, quelle più calde durante le quali si assiste a episodi inquietanti, come lo spaccio di sostanze stupefacenti e atti gratuiti di vandalismo, l’ultimo in ordine di tempo è il ribaltamento dei bagni chimici posizionati in una piazzetta. Insomma, la sicurezza appare un optional.
Altra questione scottante è quella legata alla viabilità: “l’annosa, cronica ed irrisolvibile “questione” riguardante il completamento della litoranea fa sì che tutto il traffico della stessa si riversi inesorabilmente nelle strade della Baia Verde creando, oltre ad un continuo disagio per i residenti in termini di rumore ed indisciplina stradale, un sovraccarico di emissioni di ossido di carbonio altamente nocive per la salute delle persone. C’è di più. Perché il mancato rispetto del codice della strada, accompagnato dall’assenza in alcuni tratti di strada dell’apposita segnaletica, aggrava una situazione di per sé preoccupante”. Il verde pubblico cresce a dismisura, tanto che alcune strade rischiano di trasformarsi in una piccola savana, mentre la mancata bonifica e pulizia dei canali nei pressi della Chiesetta ha reso l’aria irrespirabile. Altra situazione a rischio è quella legata agli allagamenti. Un caso portato all’attenzione anche della Prefettura in seguito all’esondazione del “Samari”. “L’incuria e l’inerzia del Consorzio di Bonifica – denuncia il Comitato – che nel corso degli anni non ha provveduto ad effettuare una normale e ordinaria pulizia dei canali, uno dei quali situato nel pieno del centro abitato, è fonte continua di potenziali infezioni a causa dell’acqua stagnante e putrida. E a tutt’oggi in Baia verde non è stato effettuato alcun intervento di disinfestazione e derattizzazione”. Insomma, i residenti restano sul piede di guerra. Ora la palla torna nelle mani dell’Amministrazione Comunale.

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