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Il piano coste infiamma il Consiglio: approvato. Cambia il litorale, erosione permettendo

LECCE – Approvato in Giunta lo scorso agosto, il Piano Comunale delle Coste è approdato in mattinata in Consiglio Comunale. Fuoco incrociato tra maggioranza e opposizione e, alla fine, 20 voti favorevoli e 8 contrari.

Adesso, dopo l’approvazione, il piano sarà inviato a Bari. La giunta regionale ha 60 giorni per esprimere il parere di conformità (ovvero stabilire se il piano comunale è conforme con quello regionale). Il testo, infine, tornerà in Consiglio per l’approvazione finale, in vista dei singoli bandi per l’assegnazione delle concessioni.

Vediamo dunque nel dettaglio cosa prevede questo nuovo strumento di pianificazione del litorale “che è frutto di condivisione e studi – ha precisato l’assessore all’urbanistica, Rita Miglietta – e non cambierà il volto delle marine leccesi da un giorno all’altro, ma sarà un percorso graduale, indirizzato allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione della costa a tutto tondo”.

Il territorio costiero del Comune di Lecce, lo ricordiamo, si estende per ben 21 Km e comprende: Torre Rinalda, Spiaggia Bella, Torre Chianca, Montegrappa, Acquatina, Frigole, Torre Veneri e San Cataldo.

Un lungo tratto che nel piano è stato suddiviso in lotti: 28 saranno in tutto gli stabilimenti balneari (ai 18 già esistenti se ne aggiungono 10), 63 le spiagge libere e 22 quelle attrezzate. Non veri e propri lidi, in quest’ultimo caso, ma tratti di arenile su cui si potranno comunque noleggiare ombrelloni, sdraio e lettini, usufruire di un bar e servizi igienici. La differenza, rispetto ai lidi, consiste nel poter occupare la metà della superficie di fatto concessa.

9 lotti destinati alle spiagge attrezzate (sui 22 totali) andranno subito in concessione ai privati tramite bando, ma il resto rimane di fatto “congelato” per 3 anni e svolgerà nel frattempo la funzione di spiaggia libera. Il motivo è presto detto: quei lotti sono destinati all’eventuale compensazione dei 9 lidi che rischiano di restare senza litorale perché ricadenti in zona soggetta a forte erosione costiera. Si prevede un monitoraggio dell’andamento del fenomeno: se dopo tre anni dall’entrate in vigore del Piano coste da queste analisi dovesse emergere un arretramento della linea di costa, allora quegli stabilimenti saranno costretti a traslocare altrove, cioè, appunto, in uno di quei lotti che restano congelati.

Passaggio, questo, che per una fetta degli imprenditori del settore è già motivo di mal di pancia. La Federazione Imprese Demaniali, ad esempio, annuncia già di voler “portare gli errori del piano -chiedendo una consulenza e perizia di parte- nelle aule di tribunale”.

Ma vediamo adesso come sono distribuiti stabilimenti e spiagge attrezzate new entry.

A Torre Rinalda sono previsti due nuovi lidi, due nuove spiagge attrezzate e una terza “congelata” in attesa dell’esito del monitoraggio sull’erosione.

A Spiaggiabella ai già esistenti Pole Pole, Malva e Kalù, si aggiungono due spiagge libere attrezzate di immediata attivazione e 6 in stand-by.

Nella zona di Torre Chianca si confermano i lidi già esistenti: Cambusa, Approdo e Circeo. Si aggiunge una sola spiaggia attrezzata da attivare subito, altre due andranno a bando in un secondo momento.

Tra Torre Chianca e Montegrappa due i nuovi stabilimenti e nessuna nuova spiaggia attrezzata nell’immediato, solo una futuribile.

Ben tre, invece, i nuovi stabilimenti balneari a Frigole, che si aggiungono ai già esistenti Molo 12, Smeraldo, Esposito, Granchio Rosso e Pantarei. Due le spiagge libere che diventeranno attrezzate, mentre solo un tratto è al momento “sospeso”.

A San Cataldo la situazione per i lidi già esistenti è di fatto quello più critica. Qui la quasi totalità (precisamente 5 su 6) gode di una concessione che sarà vincolata al monitoraggio triennale dell’erosione costiera.

Ai già noti stabilimenti Ponticello, Pachamana, Soleluna, Pevero, Turrisi e York, si aggiungeranno tre nuovi stabilimenti, una spiaggia libera attrezzata che andrà a bando subito e due eventualmente in futuro.

Da maggioranza e opposizione, indistintamente, sono stati sollevati dubbi e critiche su più aspetti. Il Pd, per voce del Capogruppo Rotundo, è tornato a chiedere più spiaggia libera. L’opposizione – per voce della senatrice Poli Bortone ad esempio- ha parlato di “finto confronto con gli imprenditori balneari, le cui osservazioni non sono state per nulla accolte”.

Bocciato l’Emendamento del Centrodestra sulla tutela dei piccoli porti turistici: prima il parere tecnico negativo del dirigente comunale, poi un acceso botta e risposta tra opposizione e sindaco e, infine, la bocciatura con 8 voti favorevoli e 19 contrari.

Alla fine il piano passa così com’era, con 20 voti favorevoli, 8 contrari e 5 assenti. Nessun astenuto. E la palla, si diceva, è adesso in mano alla regione.

E.F.

https://youtu.be/yL-6f6kE8C0

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