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Lecce, Sticchi Damiani: “Squadra forte e competitiva”. Corvino: “Il terzo attaccante? Baroni non me lo ha chiesto”

LECCE – (t.d.g.) Una conferenza stampa post calciomercato quella tenuta ieri dal presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, dal direttore generale dell’area tecnica Pantaleo Corvino e dal direttore sportivo Stefano Trinchera per fare un bilancio della sessione estiva della campagna trasferimenti e chiudere ogni discorso extra campo per concentrarsi finalmente sul campionato di Serie B. “Si è chiuso un mercato in cui abbiamo fatto passi avanti – ha detto il presidente del Lecce Sticchi Damiani , l’età media si è abbassata, abbiamo acquisito giocatori a titolo definitivo. È stato un mercato dispendioso. Si è lavorato pure sulla Primavera per la quale abbiamo ingaggiato dieci elementi a titolo definitivo con talenti provenienti da tutto il mondo.

PRIMA SQUADRA  – Del mercato della prima squadra dice. “Abbiamo allestito una compagine forte per un torneo che non ricordo mai così competitivo, che ha beneficiato pure di calciatori scesi dalla Serie A. Voglio sottolineare che lottare per il vertice e per non retrocedere passa attraverso i dettagli. Pertanto ci dobbiamo mettere l’elmetto e sarà fondamentale l’aiuto del nostro pubblico. Tra acquisizioni e stipendi sono stati spesi 650 mila euro. Con i soldi di Henderson abbiamo provveduto ad acquisizioni onerose, in particolare quelle di Blin, Strefezza e Gargiulo. Il monte ingaggi si è ridotto del 25 per cento circa, il nostro obbiettivo era tra il 30 e il 40, non siamo lontanissimi. Ma stiamo lavorando alla risoluzione dei contratti di un paio di giocatori e magari presto non avremo più l’ingaggio di Corini se dovesse trovare squadra”.

SOCIETA’ APERTA A INVESTITORI STRANIERI – Sticchi Damiani ha detto che il club è aperto a investitori stranieri in una politica di rafforzamento del club, ma la posizione geografica della città non favorisce alcuna attrazione.

FALCO – Infine fa un passaggio su Falco. “Non abbiamo ancora incassato i primi due step economici dalla Stella Rossa per circa un milione di euro – racconta -. Il Tribunale internazionale della Fifa ha condannato la Stella Rossa al pagamento del corrispettivo già maturato, e delle penali, da noi previste con relativi interessi”.

CORVINO – Il direttore generale dell’area tecnica tocca molteplici argomenti. Ne ha lette e sentite tante in queste settimane di mercato. Anche i fischi di domenica sera. “I tifosi da tastiera non mi interessano – dice -, e i fischi di domenica non erano di contestazione, ma era un atto di amore verso la squadra. Gli obiettivi si raggiungono con le idee: ringiovanire e patrimonializzare con un sano equilibrio finanziario. Il nostro è un progetto triennale, ma nella passata stagione siamo andati vicinissimi ad accorciare i tempi”.

Corvino torna pure su un argomento che sembra non abbia convinto ancora molti: il motivo dell’esonero di Corini. “L’avevo già spiegato: il Lecce non poteva essere la squadra più bucata dopo l’Entella. E se dopo un anno non è riuscito a migliorare la situazione, non lo farà neanche in seguito. L’ho cambiato nell’interesse del Lecce”. E poi sciorina numeri come è nel suo stile. “Abbiamo fatto 12 acquisizione senza aspettare l’ultimo giorno – aggiunge -. Su 12 giocatori arrivati otto sono italiani e quattro stranieri. E i due islandesi sono nazionali. Noi guardiamo dove ci sono le opportunità. Il terzo attaccante? Baroni non me lo ha chiesto. Su 14 uscite ne abbiamo fatte 12. Benzar e Pisacane sono in esubero: con loro stiamo trattando la rescissione contrattuale. Gli altri due tornano in gruppo e deciderà il mister se sono meritevoli di restare. Mi si rimprovera di aver lasciato partire calciatori fra centrocampisti e seconde punte che portavano in dote molti gol. Sono arrivati centrocampisti ed esterni che ne possono assicurare altrettanti: basta vedere il loro bottino della passata stagione”.

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