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Al Porto di Bari un nuovo terminal. Brindisi resta a guardare, incagliata nella burocrazia

BARI/BRINDISI – Mentre Bari si prepara a beneficiare di un progetto che porterà all’ampliamento e alla riqualificazione dello storico molo Borbonico e all’ammodernamento infrastrutturale del porto, Brindisi resta ancora alla finestra a guardare: qui un progetto c’era e come, anzi due. Ma è tutto incagliato nella burocrazia.

Andiamo con ordine. È delle scorse ore la comunicazione dell’assessore ai trasporti Giannini circa un cofinanziamento regionale pari a 4 milioni e 200 mila euro a valere sui fondi Interreg. Fondi, in questo caso specifico, vincolati a Bari e destinati adesso alla realizzazione di un nuovo Terminal passeggeri per crociere e traghetti sulla banchina 10 del porto del capoluogo di Regione.

L’intero progetto, presentato dall’autorità portuale, è finanziato con nove milioni di euro. La seconda parte del cofinanziamento regionale sarà coperta dall’Autorità stessa. Per quest’ultima, da noi interpellata, resta però un grande rammarico: quello di non poter offrire un sistema di accoglienza altrettanto efficiente e funzionale a Brindisi. E questo nonostante ci siano ben due progetti, per altrettante stazioni marittime esistenti, da anni “congelati” da intoppi burocratici.

Il primo progetto, da 50 milioni di euro e risalente al 2010, riguarda il Terminal “Le Vele” di Costa Morena: opera finanziata ma mai realizzata per la crisi che ha coinvolto l’ATI che si era aggiudicata l’appalto. A distanza di 10 anni quel progetto è adesso in fase di revisione e – sebbene vi siano ben due sentenze del Consiglio Superiore del Lavori Pubblici in favore della realizzazione – periodicamente si sollevano dubbi sulla legittimità dell’opera.

C’è poi il secondo capitolo, quello del Brindisi Terminal, la stazione marittima privata della società “Il Mondo” (famiglia Taveri) all’esterno del varco doganale di Costa Morena. Di quest’ultimo l’Autorià del Sistema Portuale, presieduta da Ugo Patroni Griffi, ne ha proposto l’acquisto, che pure è stato accettato.

Uno degli enti coinvolti, però, ha poi eccepito la necessità di una deroga al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale). “Una proceduta lunga – spiega il Presidente Griffi – che si conclude in due atti: uno regionale e uno comunale. Atti di cui, ad oggi, non si ha nessuna notizia. Appure noi – aggiunge – saremmo pronti da subito a rendere pubblica e polifunzionale questa struttura per replicare il modello Bari. Quella di Brindisi – aggiunge il presidente dell’Autorità Portuale – è di certo un’anomalia a fronte di un potenziale così grande, ma ad oggi inespresso”.

E.F.

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