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Ristorazione, Lopalco: “Ripartire si può ma solo con le dovute misure”

BARI – Ripartenze graduali dal 4 maggio in poi in tutta Italia. Il punto più discusso resta il settore della ristorazione, bar e ristoranti per alcuni ripartiranno subito, per altri non prima del 18. Ripartire subito si può? Per il professor Pierluigi Lopalco, a capo del Coordinamento Emergenza Covid della Regione Puglia, sì ma con le dovute misure.

Tutto si può fare – spiega l’esperto – a patto che si tenga fermo questo principio: le persone devono avere la possibilità di essere a distanza di sicurezza. Se si garantisce questa, l’attività può ripartire. Il rischio zero in questo momento non c’è, non so se ci sarà fra un mese o due, perché il virus continua ancora a circolare“.

Una strada in più, per l’esperto, è spingere su servizi come asporto e consegna a domicilio, così da far ripartire le attività ma alleggerendo la presenza fisica delle persone nei locali: “Io sarei per facilitare e incentivare quanto più possibile questo tipo di servizio – aggiunge Lopalco -. Perché, così come abbiamo imparato che con lo smart working possiamo lavorare da casa senza rischio di contagio per sé e per gli altri, così con le consegne a domicilio noi possiamo far lavorare di più i ristoratori, goderci un piatto che non possiamo preparare a casa e non aumentare il rischio di contagio”.

Non è per il professor Lopalco ipotizzabile una apertura diversificata tra le regioni per i contatti necessari che esistono fra le aziende di tutta Italia. Né la decisione può spettare agli scienziati, perché solo la politica, spiega, può trovare un equilibrio tra ciò che per un cittadino è sacrificabile e ciò che, invece, per l’economia è irrinunciabile. Quanto alla chiusura dei confini regionali, Lopalco sostiene sia suggeribile ad una regione con alto numero di contagi una cautela negli spostamenti.

Ora, come anticipato, il lavoro su cui la struttura si sta concentrando è la riapertura a pieno regime degli ospedali e degli ambulatori: come detto sarà graduale, programmata e scaglionata per evitare che diventino urgenze quelle che ad oggi non lo sono.

Il virus continuerà a circolare per tutta l’estate, spiega ancora il virologo, “come tutti i virus respiratori circolano silenti in estate per riacutizzarsi in autunno”. L’ultimo consiglio, dunque, è sull’interpretazione dei dati che ogni giorno consegna il bollettino, soprattutto in relazione alla possibilità concreta di vedere nuovamente in salita il numero dei contagi dopo le riaperture. “Io non voglio vedere contagi zero domani – ci spiega il professor Lopalco -. Io voglio vedere i contagi zero dopo che abbiamo crcato attentamente il virus e siamo sicuri che effettivamente non ci sono catene di contagio aperte. Perché anche con 0 casi, il virus continuerà a circolare. Quello che bisogna guardare non è il numero di contagi, a questo numero do il giusto peso, quello che osservo è la capacità del territorio di individuare focolai e spegnerli. Questo dobbiamo fare”.

 

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