Cresce il fronte dei nastrini rossi, la promessa della Regione: un’istanza da presentare allo Stato

LECCE – Hanno manifestato il loro dissenso alle porte dell’ufficio scolastico provinciale di Lecce quando avevano già intuito che questo per loro sarebbe stato un altro anno “di fuoco”. Prima il caos graduatorie, poi le rettifiche e, di conseguenza, i ricorsi: la battaglia dei docenti salentini continua. Un fronte compatto quello dei prof che con la legge 107 sostengono di aver sottoscritto la propria condanna: e così crescono i consensi tra le fila dei cosidetti nastrini rossi che questo fine settimana hanno ottenuto un incontro con la Regione Puglia. La promessa dell’ente è quella di preparare un’istanza, già la prossima settimana, da presentare alla prossima conferenza Stato-Regioni: l’unica occasione per tentare di segnare la svolta.

La differenza semantica tra organico di fatto e organico di diritto è uno dei nodi cruciali: “le risorse ci sono ma vengono destinate a migliaia di km di distanza -spiegano- mentre qui se ne arruolano delle altre“. È il caso per esempio di Alberta Iacono, docente di sostegno di scuola superiore, con due figli di età inferiore ai 6 anni. Per lei, come per cetinaia di altre mamme, la “Buona Scuola” ha rappresentato l’inizio di un incubo e di una lunga battaglia ancora in corso.

Di storie da raccontare ce ne sarebbero tante. Nelle istituzioni si continua a confidare perchè di una cosa sono tutti convinti: “la nostra è una battaglia -dicono- che non è disposta a subire nessuna battuta d’arresto“.

E.Fio

 

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