OTRANTO- Nuovi controlli lungo il litorale otrantino. Dopo il sequestro del Twiga per presunti abusi sulla costa, in mattinata gli agenti della Polizia Provinciale e i carabinieri del Corpo Forestale hanno effettuato un sopralluogo presso un’altra struttura in fase di realizzazione, in località Staffa, poco più a sud rispetto a Masseria Cerra, dove lunedì sono stati apposti i sigilli.
Si verifica, dunque, la regolarità della procedura amministrativa relativa a questo ulteriore accesso al mare, su proprietà privata (al contrario dei lidi nati dietro concessione demaniale). Anche questo stabilimento è in fase di ultimazione, più piccolo rispetto al Twiga.
I controlli rientrano in una normale attività di verifica portata avanti dalla Procura, coordinata dal pm Antonio Negro. Al momento, non c’è annotazione alcuna né formulazione di ipotesi di reato per quest’ultima struttura, che assieme al Twiga completa il ventaglio dei cinque accessi al mare previsti dal piano regolatore del Comune di Otranto. Il nodo sta proprio nella interpretazione della norma con cui lo strumento urbanistico regola la possibilità di realizzare strutture a servizio della balneazione in aree prospicienti al mare e tipizzate come suoli agricoli.
Intanto, nelle scorse ore, un polemico Flavio Briatore si è sfogato con Repubblica, dopo aver revocato la licenza del marchio Twiga: “Ho subito un controllo al giorno – ha detto – e vorrei vedere se gli altri subiscono la stessa pressione”. L’istanza di dissequestro presentata al Tribunale del Riesame per lo stabilimento della società Cerra srl verrà discussa il prossimo 26 maggio. Due gli indagati: il presidente del consiglio di amministrazione della società, Mimmo De Santis, e il progettista Pierpaolo Cariddi, fratello del sindaco di Otranto e candidato sindaco per le prossime amministrative.