Due giovani, di 24 e 31 anni, uno di Napoli e l’altro di Empoli, finiti in carcere per tre giorni e poi agli arresti domiciliari per 21 giorni nell’estate del 2022, nell’ambito di un’inchiesta per presunta violenza sessuale, dovranno essere risarciti dallo Stato per l’ingiusta detenzione subita. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Lecce, che ha accolto le domande di equa riparazione presentate dai due ricorrenti dopo l’archiviazione definitiva del procedimento penale nei loro confronti.
I fatti risalgono a luglio 2022, quando i due giovani, in vacanza nel Salento, furono sottoposti a misura cautelare poiché accusati di aver stuprato una turista belga di 20 anni a Gallipoli. La loro posizione è stata poi archiviata dal Gip del Tribunale di Lecce con decreto del 5 dicembre 2023, ritenendo insussistenti gli elementi necessari per sostenere l’accusa.
Nell’ordinanza, i giudici hanno evidenziato come entrambi abbiano mantenuto fin dall’inizio un atteggiamento collaborativo con l’autorità giudiziaria, fornendo una ricostruzione coerente e alternativa dei fatti contestati. Un comportamento che, secondo la Corte, esclude qualsiasi dolo o colpa grave nella causazione della misura cautelare, requisito indispensabile per ottenere il riconoscimento dell’equa riparazione.
Particolarmente rilevante è stata la valutazione delle risultanze investigative e medico-legali, che nel corso del procedimento hanno rafforzato la credibilità della versione fornita dagli indagati, fino a condurre all’archiviazione dell’inchiesta.
La Corte ha quindi condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze a corrispondere un indennizzo di 6.854 euro a uno dei due giovani e di 3.427 euro all’altro. I due avevano chiesto un indennizzo rispettivamente di 50mila e 20mila euro. Per il primo, i giudici hanno riconosciuto anche le conseguenze psicologiche documentate attraverso una relazione specialistica, che ha evidenziato un significativo peggioramento del benessere personale e della qualità della vita in seguito alla detenzione.
Oltre agli indennizzi, sono state liquidate anche le spese legali relative al procedimento di riparazione.