Vegetazione completamente bruciata, macchia mediterranea ridotta in cenere e ancora qualche sottile filo di fumo che si alza lento dai punti in cui i focolai sono rimasti attivi più a lungo. È quello che resta della costa salentina nelle immagini del “day after”, che certificano, con settimane di anticipo rispetto all’estate, l’inizio dell’emergenza incendi. Un territorio che nelle scorse ore si è trovato a fronteggiare, contemporaneamente, una situazione drammatica su molteplici fronti di fuoco. L’incendio più vasto è stato quello tra Tricase e Andrano, dove ben 80 ettari di vegetazione sono stati divorati dalle fiamme. Le operazioni di spegnimento sono proseguite ininterrottamente per tutta la notte, lasciando il posto in mattinata al delicato lavoro di bonifica di vigili del fuoco e protezione civile. È qui che si sono vissuti i momenti peggiori. Il fuoco, partito da Torre del Sasso e spintosi fino a Tricase Porto e al borgo pescatori, ha lambito le strutture ricettive ed è arrivato a soli tre metri dalle case. Da Lamezia Terme è stato necessario l’intervento del canadair, che ha effettuato 20 lanci, mentre a terra, vigili del fuoco, protezione civile e personale dell’ARIF hanno lavorato senza sosta.
Tredici le persone evacuate. Un 75enne del posto è stato trasportato in ospedale dai volontari della Croce Rossa – sezione di Lecce per intossicazione. Durante le ore più critiche, con la prefettura che ha attivato il Centro di Coordinamento Soccorsi, i volontari hanno dovuto rimuovere d’urgenza diverse bombole di gpl per scongiurare esplosioni.
Ma il fuoco, come detto, ha colpito in contemporanea ovunque, restituendo stamattina un bilancio ufficiale pesantissimo. Oltre gli 200 ettari di vegetazione andati in fiamme in poche ore. Agli 80 ettari di Andrano, se ne sommano infatti altri 150 distrutti negli altri punti caldi della provincia. Anche a Santa Cesarea Terme è stato provvidenziale l’intervento del canadair. I suoi lanci hanno permesso di domare l’incendio. Stessa instancabile lotta sul versante ionico, lungo la SP91 tra Lido Marini e Torre Pali. L’emergenza si è poi frammentata bloccando la viabilità. Sulla strada provinciale tra Torre San Giovanni e Ugento, un incendio ha imposto la chiusura di una carreggiata. Fumo e fiamme a bordo strada anche sulla provinciale 69 verso la zona industriale di Casarano – dove la polizialLocale ha preallertato i residenti – e sulla provinciale 374 tra Taurisano e Miggiano. Roghi, infine, nelle campagne ai piedi della collina tra Felline, Alliste e le marine.
I vigili del fuoco lavorano per risalire all’origine dei focolai che, quasi sempre, scoppiano per mano dell’uomo, per disattenzione o dolo.
Un quadro che ha spinto le sigle sindacali dei caschi rossi a diffondere un comunicato. I primi caldi, il forte vento e la mancata pulizia dei terreni stanno trasformando il Salento in una polveriera. Le squadre sono già allo stremo, i mezzi limitati e i ritardi nella convenzione antincendio boschivo aggravano un sistema al collasso. “Siamo professionisti al servizio del Paese, non supereroi”, scrivono i vigili del fuoco, chiedendo alle istituzioni interventi immediati e controlli rigorosi. Perché l’estate, di fatto, è appena cominciata.