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Laforgia rilancia: “Merito, contro i gattopardi”.Gli studenti: “Ora basta, urge riconciliazione”

BRINDISI – L’unico riferimento alla politica, nel suo discorso di inaugurazione, è anche l’unico passaggio che il Rettore scandisce, come a sottolinearne ad una ad una, le parole. Eppure, la politica è la grande assente, nella cerimonia dell’Anno Accademico.

In prima fila le istituzioni territoriali: Comune di Brindisi, che ospita l’inaugurazione 2012, con il Sindaco Mimmo Consales.

Regione Puglia, con la Vice Presidente Loredana Capone.

Che sono anche gli unici ospiti esterni a parlare: Consales parla del modello università contro i campanilismi, forse pensando più che altro alle Province.

La Capone  difende la ricerca dell’Università del Salento, specie nella sua fase applicata e specie negli spin-off.

Presenti, ma silenti il Comune e la Provincia di Lecce, con il Sindaco Paolo Perrone e il Presidente Antonio Gabellone.

Unico parlamentare, il Senatore Rosario Giorgio Costa che d’altronde in Ateneo è un pò di famiglia.

Assente, ovviamente, il Ministro Francesco Profumo: la sua mancanza all’inaugurazione universitaria ha fatto dire ad Alfredo Mantovano, in polemica aperta con il Rettore Laforgia, che le bugie hanno le gambe corte.

E forse sarà anche per questo che irritualmente viene letto nella cerimonia non solo il discorso inviato dal Ministro, ma anche la mail di accompagnamento, per nulla fredda nei confronti del Rettore dell’Università del Salento. Ma non c’è niente da fare: questa è l’inaugurazione dei conflitti, dei veleni, delle contrapposizioni.

Anche se a spostare il tiro ci provano gli universitari: il Presidente del Consiglio degli studenti, Roberto Fuschi, in un accuratissimo intervento che fotografa la politica bipartisan di tagli all’Università, alla ricerca e soprattutto al diritto allo studio.

E poi Massimiliano Gira, Coordinatore dell’ex Udu, oggi Link, che interrompe la cerimonia con la richiesta di un intervento fuori programma accordata dal Rettore Laforgia, un intervento che mette sotto accusa lo scontro che avvelena l’Ateneo: e da un lato rimprovera alla politica attenzione a fasi alterne e dall’altra chiede, ad amministrazione e sindacati, una parola che sa di utopia in questo clima: riconciliazione.

Difficile che quell’appello venga raccolto, in un’Università dentro la quale le posizioni si irrigidiscono sempre di più. E anche il Rettore Laforgia, se da un lato ricorda che i corpi rigidi sono destinati alla rottura, dall’altro lancia nel suo ampio discorso tutto incentrato sul merito, sulla differenza tra merito e talento, un affondo contro i ‘gattopardi’ che frenano le innovazioni.

Un discorso, insomma, che sembra indirizzato più a riaffermare le ragioni proprie che a comprendere quelle altrui. Così si apre un Anno Accademico che – comunque vada – vedrà la fine del Rettorato Laforgia e molte incognite sulla strada dell’istituzione, scossa da una tempesta mediatico-giudiziaria il cui picco è rappresentato dalle dimissioni del Direttore generale, Emilio Miccolis.

Che forse non a caso era lì, in platea, ad applaudire il suo successore, Claudia De Giorgi, il coro polifonico dell’Ateneo e, ovviamente, il Rettore Domenico Laforgia.

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