Noemi: le botte prima dell’accoltellamento. In casa nessun sequestro

SPECCHIA- Noemi è stata picchiata prima di essere uccisa. Picchiata probabilmente a mani nude e poi accoltellata al capo e al collo. E’ un altro dettaglio che emerge dall’autopsia svolta martedì. Dopo il ritorvamento della punta di un coltello conficcato nella nuca, i medici legali hanno riscontrato sul cadavere della sedicenne “lesioni contusive multiple da picchiamento al capo e agli arti e lesioni da arma bianca al capo e collo“. Non sono presenti, invece, segni di pietrate, come escluso quasi subito dalla Tac.

 

L’autopsia è stata compiuta tre giorni fa dal medico legale nominato dalla Procura, Roberto Vaglio, e dal consulente della famiglia della vittima, il medico legale barese Francesco Introna.

Intanto, non emergono nuovi elementi dalla perquisizione disposta dal pm Anna Carbonara nella giornata di giovedì in casa del 17enne di Montesardo, di una sua abitazione di campagna vicino Leuca e anche a Specchia, a casa di Noemi. A svolgerla i carabinieri del Nucleo investigativo. Le risultanze sono state consegnate in mattinata alla Procura presso il Tribunale per i minorenni: non sarebbe stata ritrovata l’arma del delitto. Si cercava probabilmente un coltello da cucina, compatibile con la piccola scheggia rimasta nel cuoio capelluto di Noemi.

Il suo fidanzato, durante l’interrogatorio, aveva confessato che la lama si era rotta e a lui era rimasto con in mano il manico, poi avvolto in una maglietta e sepolto in una zona non meglio precisata dell’oliveto di Castrignano del Capo in cui il corpo è stato ritrovato cadavere il 13 settembre scorso. Di più: aveva detto di aver ammazzato la 16enne con un coltello che lei stessa aveva portato con sé all’alba di domenica 3 settembre per sterminare la famiglia di lui, ipotesi che al momento non trova riscontri.

Restano le tante ombre, ancora, sul delitto. Al vaglio degli investigatori ci sono anche i filmati, quelli che è stato possibile acquisire, delle telecamere installate lungo il tragitto percorso, da Specchia a Novaglie, da lì a Leuca fino a contrada San Giuseppe. Il 17enne, nel frattempo, è lontano dai clamori, detenuto in Sardegna con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere, reato, quest’ultimo, per cui è indagato anche il padre 61enne.

 

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