Proposta di una nuova consultazione popolare, come previsto dallo Statuto comunale, e ricorso al Tar al momento in stand by. Questa la scelta adottata, dopo le polemiche dei mesi scorsi, dal Comitato promotore del referendum contro il potenziamento della rete filoviaria a Lecce. Nei giorni scorsi all’approssimarsi della scadenza dei termini, dal Comitato era infatti arrivato il via libera allo studio legale Vantaggiato per la presentazione del ricorso al TAR contro la decisione del Consiglio Comunale che dichiarava inammissibile la possibilità di un referendum. Adesso però, lo scenario potrebbe cambiare. Ed i dettagli sono stati spiegati in un incontro promosso proprio dal Comitato per fare chiarezza. I consiglieri di minoranza di Palazzo Carafa hanno infatti presentato la richiesta di convocazione di una Consultazione Popolare ai sensi dello Statuto. “Si tratta di un istituto di partecipazione popolare che ha per oggetto materie di esclusiva competenza del Consiglio Comunale. Per svolgersi deve essere approvata a maggioranza e non è quindi sottoposta ad alcuna valutazione tecnica ma esclusivamente ad una volontà politica”, dicono dal Comitato promotore. E aggiungono. “Dal momento che l’obiettivo principale del Comitato è quello di restituire alla Comunità cittadina leccese il diritto di pronunciarsi sul potenziamento di un’opera pubblica che riguarda il futuro della città, mai sottoposta ad una validazione popolare, il ricorso per ora non verrà depositato al TAR e se il sindaco Poli Bortone e la sua maggioranza, nei prossimi 29 giorni, dichiareranno di votare a favore della consultazione popolare, accetteremo tutti il risultato, qualunque esso sarà. Diversamente, il ricorso sarà depositato e sarà inevitabile affidare una vicenda politica di così rilevante importanza alla decisione della Giustizia Amministrativa”.