PUGLIA – «È il gioco delle 7 carte: nomi già vecchi e tutti baresi, a conferma del bari-centrismo che continua a comandare in Puglia”. Così tuona il gruppo regionale di Fratelli d’Italia, presieduto dal consigliere Paolo Pagliaro, in riferimento ai sette direttori generali scelti dal presidente della Regione, Antonio Decaro, alla guida di Asl, degli istituti di ricovero e cura e delle aziende ospedaliere-universitarie.
“Non solo un valzer di poltrone, come avevamo commentato a caldo – rimarcano i consiglieri – ma una selezione ristretta a manager esclusivamente baresi. Possibile che, nella rosa che ha sfogliato il presidente Decaro, non ci fossero nomi altrettanto degni di considerazione, provenienti dalle altre cinque province pugliesi?
Guidare un’azienda sanitaria o un grande istituto di ricerca e cura, richiede anche una conoscenza del territorio locale, della sua storia e delle sue dinamiche. Ma evidentemente – continuano – la logica che ha dettato le sue nomine è la stessa di Giulio Cesare, che affidava solo ai suoi ufficiali fedelissimi le province romane durante le sue campagne militari e la guerra civile, anziché ai magistrati inviati dal Senato. A differenza del generale e dittatore romano, però, Decaro vuol far credere di aver scelto i nuovi dg senza neppure conoscerli, in base al curriculum. È chiaro come il sole, invece, che il criterio guida resta quello del “cerchio magico” tracciato da Vendola, chiuso da Emiliano ed ereditato dall’attuale governatore, che continua a gestirlo nel solco della continuità. Esattamente il contrario di quanto predicava in campagna elettorale, quando prometteva di cambiare il sistema. I nomi e i curriculum parlano chiaro: sono quasi tutti parte, con ruoli di responsabilità, dell’attuale disastrosa gestione che ha prodotto un buco di 349 milioni nel 2025.
Ancora una volta lo ripetiamo – conclude il gruppo di Fratelli d’Italia – tutto cambia perché nulla cambi, in quello che è stato sponsorizzato come il “nuovo corso” della sanità della Regione Puglia.