BARI – Assunzioni, avanzamenti di carriera, concorsi e incarichi dirigenziali firmati a ridosso del cambio della guardia ai vertici della sanità pugliese. Ma ora arriva lo stop.
Con una disposizione urgente inviata a tutte le sette aziende sanitarie e ospedaliere i cui nuovi direttori generali sono prossimi all’insediamento, il capo di Gabinetto della presidenza, Davide Pellegrino, e il capo dipartimento Salute della Regione, Vito Montanaro, hanno ordinato di sospendere una vasta serie di procedure avviate dai commissari straordinari ormai in uscita. Alla base della decisione, la constatazione che molti di questi atti non fossero caratterizzati da reali esigenze di urgenza e che avrebbero dovuto essere lasciati alla valutazione dei nuovi direttori generali, già nominati dalla Giunta regionale lo scorso 22 maggio e prossimi all’insediamento.
Nel documento si parla di una situazione che ha suscitato “grande preoccupazione” negli uffici regionali, perché le procedure in questione impegnano personale e risorse economiche ben oltre la durata della gestione commissariale, finendo per incidere sulle scelte delle nuove direzioni. Operazioni inopportune, insomma.
Lo stop riguarda concorsi, progressioni verticali, mobilità del personale, assunzioni e accordi di lunga durata. Un congelamento che coinvolge anche iter già avviati, non ancora conclusi e concorsi per i quali si è insediata la commissione esaminatrice.
Tra i casi osservati con maggiore attenzione ci sarebbero quelli delle Asl di Lecce, Taranto e Foggia. Nel Leccese, nelle ultime settimane, sono stati portati avanti diversi concorsi; a Taranto, tra le altre cose, è stato pubblicato un bando per avanzamenti di carriera quando i nuovi direttori generali erano già stati individuati giacché pubblicato il 26 maggio, 4 giorni dopo le nomine; a Foggia, invece, sotto osservazione alcuni incarichi di responsabilità assegnati negli ultimi mesi.
Restano escluse dal provvedimento tutte le attività indispensabili per garantire l’assistenza sanitaria e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza, quindi soprattutto quelle legate al reclutamento di personale sanitario necessario a mantenere operativi reparti e servizi.
La Regione avvierà, ora, controlli costanti. E per chi dovesse ignorare le indicazioni arrivate da Bari, potrebbe intervenire il Nucleo ispettivo regionale sanitario. Un messaggio netto ai commissari uscenti: le scelte strategiche sul futuro delle aziende dovranno spettare a chi si appresta a guidarle, non a chi ormai ha cessato il mandato.