Una sfida al caldo, nell’ultima assolata domenica di maggio, per chiamare i cittadini a mettere per iscritto, con la propria firma, il no all’aumento dell’addizionale Irpef imposto dal governatore Antonio Decaro per ripianare parte del deficit di 349 milioni nei conti della sanità regionale. È partita dal quartiere sul mare di Santo Spirito, a Bari, la raccolta firme promossa dal centrodestra.
“Siamo qui anche per raccogliere le firme per supportare la richiesta dei nostri consiglieri regionali di un consiglio monotematico e di una commissione d’inchiesta di trasparenza per capire come si è arrivati a questo punto. È evidente come ci sia stata una gestione non trasparente e forsennata, tanto da arrivare a un buco così alto, mentre il diritto alla cura viene negato ai pugliesi”, sottolinea Antonella Lella, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia Bari, che annuncia banchetti nei mercati della città in settimana.
Mentre il presidente Decaro e il Pd regionale continuano a puntare il dito contro il governo Meloni per trasferimenti insufficienti del fondo sanitario nazionale alla Puglia, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Michele Picaro, smentisce e rincara: la Regione ha beneficiato anche di ulteriori somme, ma le ha spese male. “Per le Regioni del Sud – ricorda – è stato inserito, grazie al sottosegretario alla salute Gemmato, il fondo di deprivazione che valuta il tasso di disoccupazione e condizioni economico sociali svantaggiate, e che ammonta a circa 180 milioni per tutto il Sud Italia”. E fa un paragone con la Regione Campania che, “con i fondi erogati dal Governo, non è assolutamente in dissesto, anzi in questi anni è riuscita a ripianare i debiti. Quella è un’amministrazione di centrosinistra, non vedo perché non doveva e poteva farcela la Puglia”.