Dall’urlo di rabbia a Bari alla mobilitazione capillare sul territorio. Il centrodestra unito scende in piazza portando la protesta del “No Tax Day” tra la gente, dopo il flash mob dei giorni scorsi sotto la presidenza della Regione Puglia. Tanti i gazebo anche nelle piazze della provincia di Lecce, che rappresentano al meglio l’immagine della mobilitazione civica che unisce FdI, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e UDC. La protesta ha toccato contemporaneamente Tuglie, Torre dell’Orso, Galatone, Tricase,Supersano, Matino, Sternatia, Tiggiano, Cursi, Miggiano, Trepuzzi, Patù, Torre San Giovanni e il capoluogo Lecce. L’obiettivo è bloccare un provvedimento fiscale ritenuto iniquo, in particolare la rimodulazione dell’addizionale regionale Irpef, retroattiva da gennaio, deliberata dalla Giunta Decaro per ripianare il deficit sanitario del 2025, che ha toccato i 349 milioni di euro.
Per abbattere sprechi della gestione locale e un’assenza strutturale di controlli nelle Asl, il centrodestra, attraverso la raccolta firme, chiede: la revoca immediata dei rincari, l’istituzione di una commissione d’indagine indipendente e un consiglio regionale straordinario.
A rendere ancora più pesante il macigno l’analisi contabile che aggrava ancora di più il quadro. Nei primi mesi del 2026 la sanità regionale registra già un ulteriore passivo di diversi milioni di euro. Per il centrodestra pugliese, i recenti decreti di nomina dei nuovi direttori generali delle asl sono misure superficiali che non ridisegnano un sistema al collasso, il quale continua ad alimentare, tra i tanti sprechi, anche l’emigrazione sanitaria passiva verso altre regioni, appesantendo i costi a carico del bilancio pugliese.