BARI – Per capire se e come sia saltato il tappo dei controlli, servirà l’indagine interna condotta dal Nucleo ispettivo regionale negli uffici di Pugliapromozione dopo il terremoto giudiziario, l’ennesimo, che ha portato al sequestro di denaro anche nei confronti del commissario uscente Luca Scandale. Verifiche che, per la Procura di Bari, hanno solo confermato quello che è stato definito dai magistrati “un uso spregiudicato di denaro pubblico per fini personali”. E di denaro pubblico, sottratto alle pubbliche casse dell’agenzia regionale del Turismo, ne sarebbe stato sottratto tanto: 1 milione 340mila euro. Perché per anni, dal 2017 al 2023, secondo gli inquirenti, l’allora direttore generale dell’agenzia (poi defunto) Matteo Minchillo con la collaborazione dei due impiegati dell’ufficio pagamenti che nel corso del tempo si sono avvicendati Vito Mastrorosa e Nicola Lattarulo, si sarebbe accreditato non solo lo stipendio spettante, ma anche una pioggia di bonus fuori busta paga e di accrediti per poi disporre del denaro pubblico destinato al Turismo, come bancomat personale.
E quando a guidare l’agenzia è arrivato Luca Scandale, le cose non sarebbero cambiate. Tant’è che la Procura gli contesta di aver autorizzato a Minchillo 77.886 euro fuori busta paga e privi di qualsiasi giustificazione. Chi doveva controllare, insomma, avrebbe autorizzato i pagamenti e questo per la Procura vale tanto per lo stesso Minchillo che per Scandale. Dal 2018 al 2021 sarebbero state eseguite 2687 operazioni di accredito della carta prepagata. Ma sono soprattutto le cifre, sempre crescenti negli anni, a mostrare il meccanismo che negli anni non faceva che essere amplificato.
Nel 2018 a Minchillo risulterebbero accreditati 109mila euro fuori busta paga; ogni anno andarono a crescere, tanto da arrivare nel 2020 alla cifra che la Procura definisce “abnorme” di 402mila euro, 200mila più della base imponibile della busta paga e con un extra fuori busta di 73mila euro. Nel 2021 si raggiunge il picco massimo: 495mila euro accreditati, 312mila più dello stipendio e 156mila euro di bonus fuori busta. Solo questi ultimi, i bonus fuori busta avrebbero fruttato 392mila euro, senza alcuna giustificazione e direttamente sul conto personale. Il totale, per i soli “fuori busta”, dal 2017 al 2023 fa 1 milione 345mila euro. Per la Procura, “il meccanismo appariva connotato da un modus operandi consolidato, di cui gli indagati erano protagonisti consapevoli: tutti dotati di credenziali dispositive del conto di tesoreria dell’ente, disponevano materialmente i pagamenti, inserivano le voci indebite nelle buste paga e autorizzavano i bonifici”. Intanto anche Pugliapromozione è tra le agenzie per le quali sono stati preparati i bandi per la selezione dei nuovi direttori generali.