Gli ordini partivano dal carcere e viaggiavano attraverso schede telefoniche introdotte clandestinamente durante i colloqui con la fidanzata. Tre sim, secondo gli investigatori, sarebbero state passate di bocca in bocca con un bacio, consentendo a un detenuto vicino al clan Strisciuglio di mantenere i contatti con l’esterno e impartire disposizioni nonostante la detenzione.
È uno degli aspetti più singolari emersi dall’operazione “Re Nero”, con cui i carabinieri della compagnia di Modugno hanno eseguito quattro misure cautelari tra Palo del Colle e gli istituti penitenziari di Lecce e Paola (Cosenza). Complessivamente gli arrestati sono quattro: due già detenuti, uno finito in cella oggi e uno ai domiciliari. Per un altro indagato il gip ha respinto la richiesta di arresto del pubblico ministero, non ritenendo attuali le esigenze cautelari.
Le accuse, contestate a vario titolo e aggravate dal metodo mafioso, comprendono tentato omicidio, estorsione, porto illegale di armi, ricettazione, furto e incendio di autovetture, favoreggiamento personale e introduzione illecita di dispositivi di comunicazione in carcere.
Le misure sono state disposte nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari, denominata “Re Nero”, che tra il 2023 e il 2024 ha ricostruito movente e presunti responsabili di un tentato omicidio avvenuto il 16 novembre di tre anni fa a Palo del Colle. Il delitto sarebbe maturato dopo le ripetute estorsioni subite da un imprenditore locale attivo nel settore del noleggio auto, da parte di un presunto affiliato al clan Strisciuglio di Bari.
Nel corso delle indagini è emerso anche un episodio intimidatorio ai danni della vittima: nel bar di sua proprietà, nella zona 167 di Palo del Colle, furono esplosi quindici colpi di pistola calibro 9 contro l’ingresso del locale, “con l’intento -secondo gli investigatori- di colpire i presenti”.
Elisabetta Paladini, classe 1986, giornalista pubblicista dal 2011. Redattrice di Telerama e conduttrice della trasmissione "Sono Sindaco"