BARI – Alle 18 e un minuto di martedì scorso “è stata calata una ghigliottina su un settore che vale il 4% del Pil”. E’ questo l’effetto che, per il gruppo di Fratelli d’Italia, ha avuto la sospensione dei bandi Pia e Mini Pia per esaurimento di risorse, da parte della giunta regionale. Un “fulmine a ciel sereno”, “un potenziale disastro”, che per Fratelli d’Italia ha chiare responsabilità politiche, tanto della giunta Emiliano che, hanno detto il capogruppo Paolo Pagliaro, la vicecapogruppo Tonia Spina e il consigliere Tommaso Scatigna, di quella attuale, per aver “stressato il sistema in campagna elettorale”. Uno tsunami per il mondo imprenditoriale, che ha comportato per molti imprenditori bloccare investimenti pronti.
“I bandi si chiudono quando le risorse finiscono, hanno detto, ma non a ghigliottina tranciando pratiche in corso che prevedono costi ingenti. Danneggia imprenditori, consulenti, progettisti, ingegneri”.
E lo confermano le storie degli imprenditori raccontate durante la conferenza stampa. Come quella di Pierangelo Di Gioia, il suo progetto per un hub di ricarica e parcheggio per bus e auto elettriche aveva solo bisogno del codice cup. Sul piatto aveva messo un progetto da 4 milioni 991mila euro che avrebbe dato lavoro ad almeno 15 persone. O come quella di Giovanni Troso, consulente finanziario da 50 anni. Ma quello che ha visto questa volta, ha detto, lo ha lasciato sgomento. Anche perché, ha spiegato, la società a cui è stata affidata la gestione delle pratiche sta mostrando diverse falle, dai software che non funzionano al personale non perfettamente formato.
Di qui quattro proposte di Fratelli d’Italia: completare le domande in itinere, scremando celermente le pratiche non ammissibili, cambiare il modello istruttorio con uno che permetta valutazioni celeri, e creare un format unico con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
