Superare una norma risalente al 1991 per affrontare una delle emergenze più gravi della sanità pubblica: la carenza di personale medico e l’allungamento delle liste d’attesa. È l’obiettivo dell’emendamento presentato dal gruppo di Forza Italia al disegno di legge sulle professioni sanitarie, che punta a eliminare le incompatibilità oggi previste per i medici dipendenti e convenzionati del Servizio sanitario nazionale.
Il cuore della proposta è la modifica dell’articolo 4, comma 7, della legge n. 412 del 1991, che attualmente limita fortemente la possibilità per i medici del SSN di svolgere attività professionale al di fuori dell’orario istituzionale. Con l’emendamento, invece, viene introdotta la possibilità di esercitare attività aggiuntiva presso soggetti pubblici o privati, fuori dall’orario di servizio e nel rispetto dei doveri d’ufficio, previa semplice comunicazione all’azienda sanitaria di appartenenza. Tali attività non configurerebbero più incompatibilità o conflitti di interesse, restando fermi gli obblighi in materia di sicurezza delle cure e tutela della salute pubblica .
La proposta interviene anche sugli Accordi Collettivi Nazionali e sui contratti di lavoro della dirigenza medica, disapplicando tutte quelle norme che prevedono divieti o limitazioni allo svolgimento di attività professionale aggiuntiva non direttamente collegate alla tutela della salute pubblica.
Secondo la nota esplicativa allegata all’emendamento, l’obiettivo è utilizzare in modo più efficace le competenze già presenti nel sistema pubblico, aumentando l’offerta di visite, esami e prestazioni senza compromettere qualità e sicurezza. Una misura che, nelle intenzioni dei proponenti, consentirebbe di ridurre le liste d’attesa, rafforzare il legame tra ospedale e territorio e rendere il SSN più attrattivo, contrastando dimissioni, pensionamenti e il ricorso a soluzioni emergenziali costose come i medici “gettonisti”.
Un cambio di paradigma che punta a superare regole nate in un contesto storico ormai superato, per rispondere a una sanità alle prese con nuove sfide demografiche, epidemiologiche e organizzative.
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