Ci sono voluti pochi minuti, giovedì sera, per ribaltare completamente il corso delle indagini sul caso della 27enne di Nardò Tatiana Tramacere. Indagini che, nelle ore più drammatiche, avevano portato gli investigatori a ipotizzare il peggiore degli scenari: prima un fascicolo per istigazione al suicidio, poi l’apertura dell’ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere, alla luce delle immagini delle telecamere di videosorveglianza di via Raho che mostravano Tatiana entrare nell’abitazione dell’amico Dragos Gheormescu, senza mai essere vista uscire.
Con queste premesse, giovedì, carabinieri e Ris hanno fatto accesso alla mansarda dell’abitazione convinti di poter trovare un cadavere. E invece hanno trovato Tatiana viva e in buone condizioni. Era rannicchiata in un angolo di un ambiente attiguo, dove per giorni si era nascosta. In un precedente controllo era riuscita a non farsi scoprire, chiusa in un armadio. Aveva con sé, due cellulari senza sim.
La giovane è stata immediatamente affidata agli operatori del 118, poi trasferita in ospedale per accertamenti e infine riportata a casa all’alba, dove ha riabbracciato i familiari. La famiglia, provata da giorni d’angoscia, ora chiede solo riservatezza.
Intanto, la Procura ha chiuso rapidamente il fascicolo per omicidio. Il caso va verso l’archiviazione. L’unico punto ancora da valutare riguarda la posizione di Dragos, il 30enne che ha trascorso con lei quei nove giorni lontano dal mondo. Potrebbe profilarsi un fascicolo per false dichiarazioni, alla luce delle versioni inizialmente reticenti fornite agli investigatori. Nessuna ipotesi di reato, al momento, nei confronti della ragazza.
Dragos ha raccontato agli inquirenti di aver incontrato Tatiana al parco, del gattino salvato insieme qualche settimana prima e che avevano adottato, dell’invito a salire da lui. E poi della decisione della giovane di restare, spinta anche da alcune tensioni familiari. “Volevamo solo convivere, siamo innamorati”, ha detto nel corso del lungo interrogatorio al comando provinciale dei carabinieri di Lecce. E ha ammesso di aver taciuto per proteggerla, salvo poi crollare e raccontare tutto nella notte del ritrovamento.
La procura attende ora la versione completa di Tatiana, che sarà riascoltata la prossima settimana. Sarà un passaggio determinante per chiudere definitivamente la vicenda, che oggi appare a tutti gli effetti come una fuga volontaria, sfociata però in un caso che ha tenuto con il fiato sospeso la città intera e non solo.